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- 21/04/2009 -
Il Parco per il Grillaio
Anche il Circolo Territoriale di Santeramo in Colle dell’Associazione
Verdi Ambiente e Società VAS-Onlus ha aderito attivamente al progetto "Il Parco per il Grillaio" realizzato dalla Sezione LIPU di Gravina e rientrante nella iniziativa "Il Parco in Primavera", promossa dal Parco nazionale dell'Alta Murgia. Tale progetto consiste nel censimento dei grillai presenti nel territorio murgiano attraverso la loro conta individuando preventivamente i loro alberi dormitori. A Santeramo, come in altri comuni, si procederà al loro censimento nella giornata di mercoledì 22 aprile. Il grillaio (Falco naumanni) è una delle specie più interessanti della fauna pugliese, inclusa tra quelle la cui conservazione è prioritaria nella Direttiva Habitat dell’Unione Europea. La popolazione di grillaio presente nelle Murge baresi è, insieme a quella presente nelle confinanti Murge materane, l’unica presente nell’Italia peninsulare.Un’altra interessante caratteristica della specie consiste nell’utilizzo delle abitazioni dei centri storici dei paesi della Murgia per costruire i suoi nidi, caratteristica peculiare messa a rischio dalle ristrutturazioni recenti che eliminano tutte le cavità utili per la nidificazione esistenti nell’edificio; nella maggior parte dei casi anche i dormitori delle singole colonie sono localizzati su grandi alberi, di solito conifere, all’interno dei centri urbani stessi. Il grillaio rappresenta la specie simbolo dell’area dell’Alta Murgia, simbolo allo stesso tempo del rapporto tra uomo e natura, tra centri urbani e spazi aperti. Per tale motivo merita tutta la nostra attenzione e tutela. Per i dettagli dell’iniziativa e per tutti quelli interessati a partecipare si può contattare Michelangelo Perniola, responsabile regionale del settore ecologia dell’Associazione VAS, al numero 3286214683. Il censimento inizierà intorno alle 18 e durerà un paio d'ore. - 08/04/2009 -
TERREMOTO IN ABRUZZO
Superato l'ennesimo shock di una tragedia annunciata il pensiero va purtoppo a tutte le vittime, a tutti i familiari e a tutti quelle persone che stanno vivendo in prima persona questo dramma. Ciò che però ci riempe il cuore di rabbia è la solita impotenza verso l'ennesima tragedia non causata da fenomeni naturali ma dall'incuria di chi dovrebbe prevenire i danni causati dai rischi ambientali. Troppo poco, infatti, è stato investito in prevenzione nonostante negli ultimi anni siano aumentate notevolmente le conoscenze in tema di prevenzione e previsione del rischio sismico. La tragedia della piana de L'Aquila riporta sotto gli occhi di tutti l'inutilità di qualsiasi decreto che vada verso l'inutile sperpero di danaro pubblico verso infrastrutture di cui oggi non se ne vede proprio l'esigenza. Costruire per propagandare interventi di ammodernamento dello stato attraverso megaponti e grandi opere non servirà per evitare altre vittime innocenti in un territorio come quello italiano praticamente del tutto interessato da pericolosità sismica di vario livello e il cui patrimonio edilizio nasconde oggi clamorose irregolarità e illegalità dal punto di vista sismico - ingegneristico: basti citare le opere recentissime crollate a l'Aquila. Un paese moderno non può continuare a publicizzare opere come se si fosse giocando con il monopoli senza tener conto che con terremoti di medio bassa intensità o con piogge un pò più intense del normale, si piange la vita di tanti innocenti e molte volte anche di bambini. E nemmeno servirà versare altre colate di cemento sul territorio comunale in deroga a qualsiasi strumento di pianificazione comunale o regionale. VAS chiede con forza di annullare il cosiddetto decreto CASA o qualsiasi altro progetto del governo che porti allo stravolgimento del territorio in mamniera irreversibile e al contrario chiede di investire sul presente e sul futuro per rilanciare l'economia italiana. Ristrutturare l'attuale patrimonio edilizio troppo vulnerabile ad altri eventi di tipo calamitoso significa creare lavoro e salvaguardare tante vite umane che un domani potremo di nuovo come oggi continuare a piangere. E per quello che riguarda il rischio sismico si chiede a tutte le regioni di rendere obbligatorio lo studio sismico di dettaglio nei piani regolatori attraverso la microzonazione sismica: unico modo per prevenire tragedie come quelle capitate oggi in abruzzo ieri in molise e l'altro ieri nelle marche.DA QUESTA ENNESIMA TRAGEDIA SI CAMBI TOTALMENTE ROTTA - 26/02/2009 -
Accordo Berlusconi - Sarkozy sul nucleare
Il protocollo d’intesa Berlusconi-Sarkozy è violenza alla volontà popolare espressasi contraria al nucleare con i referendum del 1987. Gravissima è la disinformazione sul nucleare, fatta da molti giornali e dalle televisioni, a partire, purtroppo, dalla RAI.
La III generazione dei reattori che si vuole far apparire come intrinsecamente sicura e a rischi prossimi allo zero non è altro che la riproposizione, sul piano della identità funzionale, delle prime due generazioni con qualche piccolo insignificante accorgimento tecnico. Le quattro centrali da 1600 MWe, che si dovrebbero costruire, coprono poco più del 2%, diciamo DUE PER CENTO, del Fabbisogno Energetico Nazionale, richiedendo investimenti colossali dell’ordine di 20 miliardi di Euro, a fronte di inimmaginabili rischi e problemi.
La Francia, come noto, ha enormi difficoltà non solo ad estendere ma anche a conservare il piano nucleare esistente per l’opposizione durissima delle popolazioni locali sconvolte dalla serie di misteri e gravi incidenti collegati alle centrali nucleari e conseguentemente cerca di mantenere l’immane business legato al nucleare, non solo civile ma anche militare, spostando nella vicina Italia la costruzione degli impianti. Berlusconi? Non è ingenuo e sa bene che accettando non fa certo gli interessi del nostro Paese! Fallirà sicuramente la via degli incentivi per le popolazioni locali, ovvero la ben triste e sperimentata mercificazione della salute, annunciata dal Ministro Scajola e solo con le forze armate probabilmente si potrà tentare di imporre la costruzione delle centrali. Ma nessuna stampa o televisione distorta potrà allora impedire di portare la verità sulle centrali nucleari, si anche quelle di terza generazione, in rapporto al rischio di gravissimi incidenti, alla enormità del materiale radioattivato e della sua secolare sepoltura, all’aggravamento della dipendenza energetica del nostro Paese, al surriscaldamento di fiumi e mari, al trasporto del combustibile nucleare ed al suo riprocessamento, al danno alla salute, alla economia, al turismo, alla agricoltura, alla democrazia dei territori interessati.
- 12/02/2009 -
ADERISCI A VAS: CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2009
"ECOLOGICA MENTE ATTIVA"
VAS è un'associazione libera e vuole continuare ad esserlo fondando il suo finanziamento sui contributi dei propri associati. Iscriversi a VAS permette quindi a VAS di continuare in ciò che sta facendo contro la diffusione dei cibi transgenici e contro i nuovi inquinamenti, per prevenire gli incendi e garantire i diritti al/del mare, per l'accessibilità diretta dei disabili nelle aree marine, ecc. Un impegno difficile visto i tempi che corrono, ma che potrebbe essere fondamentale per la ripresa delle nostre attività e campagne associative. Vista la crisi economica e vista anche la crisi delle organizzazioni partitiche e associative, noi pensiamo che sia fondamentale la nostra azione sul territorio. Diventare socio VAS è davvero semplice:
Puoi aderire inviando un contributo annuo di € 26
Se vuoi ricevere in abbonamento anche la rivista Verde Ambiente il contributo minimo annuo è invece di € 39 (iscrizione + abbonamento annuo). SOTTOSCRIVI LA TUA QUOTA DEL 5 PER MILLE PER VAS C. F. 97 07 856 058 4Per destinare il contributo a VAS (contributo dello Stato senza spese per il singolo contribuente): sul tuo modulo di dichiarazione dei redditi, nello spazio dedicato alla scelta del 5 per mille • metti la tua firma nel primo riquadro in alto a sinistra (sostegno volontariato e non profit) • inserisci il codice fiscale di VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società) C F 97078560584 Per chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi basta che il contribuente sottoscriva la dichiarazione nella prima casella in alto a sinistra nel modello CUD. Puoi inviarci il contributo in uno dei seguenti modi:- Telefonando alla sede nazionale al numero 06 3608181 e comunicando i tuoi dati;
- Recandoti nel circolo VAS più vicino;
- Inviando la quota tramite sul conto corrente postale intestato a: Associazione Verdi Ambiente e Società, Via Flaminia 53 - 00196 Roma, c.c.p. 87728002 (Specifica la causale del versamento e la data di nascita);
- inviando un assegno non trasferibile, intestato a Associazione Verdi Ambiente e Società (spedisci in busta chiusa, indicando i tuoi dati, l'indirizzo, il telefono e l'email a VAS, Via Flaminia 53 - 00196 ROMA)
- mandandoci un'email vas@vasonline.it e aspettando di essere contattato da Vas
Deducibilità fiscale
Verdi Ambiente e Società - V.A.S. è una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ai sensi del D.Lgs. n° 460/97 Per le persone fisiche (Rif.: art. 13-bis, lettera i-bis) d.p.r. 917/86)
Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire (2.066 EUR), a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus). Nell'ambito del reddito d'impresa
Sono deducibili le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 4 milioni o al 2% del reddito d'impresa dichiarato, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. In alternativa (art. 27, legge 133/99 e d.p.c.m. 20/06/2000) Sono deducibili le erogazioni liberali in denaro (o in natura) in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite (anche) delle organizzazioni non governative. Conservare la ricevuta ai fini fiscali. Informativa ai sensi dell'art. 10 legge 675/1996 V.A.S. - titolare del trattamento - Via Flaminia, 53 - 00196 Roma - la informa che i suoi dati saranno trattati manualmente ed elettronicamente, nel rispetto della massima riservatezza, per le operazioni necessarie alla gestione della sua adesione, nonché per promuovere e farle conoscere le iniziative dell'Associazione. I dati non saranno né comunicati né diffusi. Ai sensi dell'art. 13, legge 675/96, lei potrà esercitare i relativi diritti, tra cui consultare, modificare e cancellare i suoi dati scrivendo a V.A.S. Il nominativo dei responsabili del trattamento può essere richiesto direttamente all'Associazione Verdi Ambiente e Società. - 30/12/2008 -
Convegno nazionale “Immissioni ed Emissioni”
POLLICE: “OGGI TANTE ESPERIENZE A CONFRONTO. TOCCA ALLA POLITICA PASSARE ALLA CONCRETEZZA”. Milano, 16 dicembre 2008 – Notevole successo ha ottenuto l’appuntamento annuale indetto dall’associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) sull’attuale questione delle emissioni ed immissioni inquinanti. Oltre agli studi e ai dati, il convegno è stato l’occasione per presentare alcune importanti esperienze, dal quartiere solare di Friburgo, al progetto per rispettare gli impegni di Kyoto del Comune di Roma, alle strategie dell’Eni per rendere compatibile la propria azione con le nuove direttive energetiche. RELAZIONI E MATERIALI www.ecotopia.it/vas2008/materiali.html. Ma l’annuncio più importante è stato fatto da Regione Lombardia: da luglio 2009 entrerà in funzione la prima flotta sperimentale di venti auto a idrogeno. Guido Pollice, presidente nazionale di VAS, ha dichiarato: “In un momento in cui Milano discute le proroghe agli euro4 diesel che sarannò così liberi di circolare e inquinare in centro, noi proponiamo di investire in mezzi pubblici e auto ecologiche”. Pollice, a conclusione del convegno, ha aggiunto: “La mole di dati raccolti sarà messa a disposizione della comunità politica, degli amministratori e del mondo ambientalista affinchè si passi dalla propaganda e dagli slogan alla concretezza di proposte basate su studi e ricerche”. Iniziativa è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cariplo, di Coop Lombardia, da Elvi Group e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, delle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, del Comune di Milano, della Città di Torino e Venezia, della Provincia di Torino e delle Provincie lombarde. - 19/11/2008 -
BARACK OBAMA
di Guido Pollice Presidente Nazionale VAS
Indubbiamente il risultato delle elezioni americane con la vittoria di Barack Obama, costituisce un fatto di portata storica.
Non bisogna dimenticare che tutto ciò avviene dopo che la geopolitica è cambiata negli ultimi anni, in Africa con Mandela, in America Latina (Lula, Chavez, Morales, Kirchner e altri), che la Cina è sempre più vicina e l’India è lo stato dove si sono verificati i più grandi cambiamenti. Ora c’è da sperare che la guerra in Iraq finisca, che gli USA dismettano il loro ruolo di gendarmi del mondo e che si cerchi a tutti i costi la pace in Medio Oriente.
I cosiddetti valori Americani al di la’ delle affermazioni di principio è auspicabile che ricevano una battuta d’arresto.
Lo impone la crisi economica mondiale e la messa in discussione del sistema capitalistico. Anche sulla questione ambientale siamo fiduciosi perché è La parte del programma di Barak che più si fa carico dello stato del pianeta.
Il ruolo degli Stati Uniti sarà decisivo per fermare la deriva disastrosa in cui siamo precipitati. La riconferma del protocollo di Kyoto sarà il prima banco di prova, così’ come la scommessa cha Barack più volte ha lanciato sulle fonti energetiche rinnovabili, il cambiamento climatico e certamente non ultimo una decisa azione per affrontare Il drammatico problema della fame del mondo. - 05/11/2008 -
Chi crede
di Giorgio Nebbia
Chi crede che opporsi alle norme di difesa dell’ambiente renda un servizio all’economa e agli affari sbaglia di grosso. Mi riferisco alla tesi del governo italiano secondo cui l’adozione delle norme, proposte a livello europeo, per la limitazione delle emissioni di gas serra perché danneggerebbero le imprese italiane, e al risultante rinvio di qualsiasi decisione di azioni comuni per rallentare i mutamenti climatici in atto. La proposta europea di porre dei limiti --- peraltro modesti --- alle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e di altri gas responsabili del riscaldamento globale --- i “gas serra” --- e di avviarsi sulla strada delle fonti energetiche rinnovabili, non è ispirata da passione ecologista, ma da concrete considerazioni economiche. Ci sarebbero, a dire la verità, anche considerazioni etiche, di rispetto del diritto alla salute degli abitanti del pianeta, di rispetto del prossimo, ma queste sono fanfaluche, nel clima attuale di lotta per l’esistenza, di divinizzazioni del successo privato e della sopraffazione sugli altri. Non voglio neanche toccare aspetti frivoli come quelli del rispetto della vita, della Ehrfurcht vor dem Leben, roba da Albert Schweitzer, un vecchio fanatico i cui scritti non albergano certo nei palazzi del governo. I negazionisti, con i loro volonterosi scritti, sostengono che non esiste nessun peggioramento del clima planetario dovuto alle attività antropiche e che, se anche esistesse, non sarebbe dovuto all’aumento della concentrazione nell’atmosfera dei gas serra provenienti dalla combustione di carbone, prodotti petroliferi, metano, eccetera e da altre attività merceologiche. Eppure la modificazione del clima c’è, è anomala rispetto agli eventi meteorologici storici, è dovuta proprio alle attività antropiche e comporta dei costi monetari per soggetti pubblici e privati. La comunità dei paesi industriali europei si è spaventata e chiede azioni correttive soltanto perché ha capito che la continuazione dell’attuale degrado ambientale si traduce in aumento del costo delle merci, dagli alimenti alle fibre tesili, al legname, ai metalli, alle automobili. Questi costi sono in parte pagati dai singoli stati: si pensi al risarcimento delle imprese agricole e industriali che perdono i propri raccolti per le alluvioni, dei proprietari di edifici travolti dalle frane, si pensi all’aumento della siccità e quindi del costo dell’acqua, all’abbassamento del livello dell’acqua nelle dighe; ma poi vi sono costi privati come quelli dovuti alla congestione del traffico, all’inquinamento dell’aria e delle acque che accompagna le stesse attività che generano i gas serra, ai danni alla salute, eccetera. Limitare i danni ambientali costa ? Certamente. Richiede la scelta di nuove fonti di energia, la razionalizzazione dei cicli produttivi, industriali e agricoli, richiede la modificazione delle merci e dei macchinari, scoraggiando quelli che sono associati a più alte emissioni di gas serra o di sostanze inquinanti. Richiede (richiederebbe) la redazione di statistiche e l’elaborazione di contabilità economiche che consentano di conoscere quante unità di gas serra sono generate da ciascuna unità di merce prodotta, o di servizio erogato o di milione di euro prodotto; analisi costi-benefici ben più accurate di quelle che circolano, una diversa dall’altra, basate su previsioni largamente inattendibili. Richiederebbe un controllo sulle merci di importazione e una valorizzazione della produzione nazionale, come del resto fanno tutti. Non bastano interventi di stato per aiutare le industrie in crisi se non esiste un controllo pubblico su quello che viene prodotto. Aiuti di stato per produrre SUV o centrali nucleari ? Apparentemente ci sono degli imprenditori che piagnucolano con i ministri di questo governo e li convincono che è interesse del paese rifiutare l’adesione ad impegni --- ripeto, peraltro, molto blandi --- di limitazione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Epure una analisi attenta mostra che è proprio interesse degli imprenditori (lasciamo da parte l’interesse della collettività, il bonum publicum) adeguarsi alle iniziative di difesa ambientale richieste dalla comunità internazionale. Si tratta di intraprendere le modificazioni merceologiche di cui si parlava prima; le nostre merci saranno più competitive, e non meno competitive, se saranno fabbricate nel rispetto degli standards ambientali degli altri paesi, nostri concorrenti. Fare della politica economica significa fare dei conti di soldi: quello che si può spendere oggi, in innovazione è largamente compensato dalle maggiori possibilità di vendere nuove automobili, nuovi frigoriferi, nuove merci. A mio modesto parere l’attuale crisi produttiva italiana non dipende dal costo del lavoro, ma dal continuare a fabbricare merci “vecchie” incapaci di soddisfare le domande nuove dei paesi industrializzati e di quelli emergenti.

