Archivio News

  • 21/04/2009 -

    Il Parco per il Grillaio

    Anche il Circolo Territoriale di Santeramo in Colle dell’Associazione
    Verdi Ambiente e Società VAS-Onlus ha aderito attivamente al progetto "Il Parco per il Grillaio" realizzato dalla Sezione LIPU di Gravina e rientrante nella iniziativa "Il Parco in Primavera", promossa dal Parco nazionale dell'Alta Murgia. Tale progetto consiste nel censimento dei grillai presenti nel territorio murgiano attraverso la loro conta individuando preventivamente i loro alberi dormitori. A Santeramo, come in altri comuni, si procederà al loro censimento nella giornata di  mercoledì 22 aprile. Il grillaio (Falco naumanni) è una delle specie più interessanti della fauna pugliese, inclusa tra quelle la cui conservazione è prioritaria nella Direttiva Habitat dell’Unione Europea. La popolazione di grillaio presente nelle Murge baresi è, insieme a quella presente nelle confinanti Murge materane, l’unica presente nell’Italia peninsulare.Un’altra interessante caratteristica della specie consiste nell’utilizzo delle abitazioni dei centri storici dei paesi della Murgia per costruire i suoi nidi, caratteristica peculiare messa a rischio dalle ristrutturazioni recenti che eliminano tutte le cavità utili per la nidificazione esistenti nell’edificio; nella maggior parte dei casi anche i dormitori delle singole colonie sono localizzati su grandi alberi, di solito conifere, all’interno dei centri urbani stessi. Il grillaio rappresenta la specie simbolo dell’area dell’Alta Murgia, simbolo allo stesso tempo del rapporto tra uomo e natura, tra centri urbani e spazi aperti. Per tale motivo merita tutta la nostra attenzione e tutela. Per i dettagli dell’iniziativa e per tutti quelli interessati a partecipare si può contattare Michelangelo Perniola, responsabile regionale del settore ecologia dell’Associazione VAS, al numero 3286214683. Il censimento inizierà intorno alle 18 e durerà un paio d'ore.

  • 08/04/2009 -

    TERREMOTO IN ABRUZZO
    DA QUESTA ENNESIMA TRAGEDIA SI CAMBI TOTALMENTE ROTTA

    Superato l'ennesimo shock di una tragedia annunciata il pensiero va purtoppo a tutte le vittime, a tutti i familiari e a tutti quelle persone che stanno vivendo in prima persona questo dramma. Ciò che però ci riempe il cuore di rabbia è la solita impotenza verso l'ennesima tragedia non causata da fenomeni naturali ma dall'incuria di chi dovrebbe prevenire i danni causati dai rischi ambientali. Troppo poco, infatti, è stato investito in prevenzione nonostante negli ultimi anni siano aumentate notevolmente le conoscenze in tema di prevenzione e previsione del rischio sismico. La tragedia della piana de L'Aquila riporta sotto gli occhi di tutti l'inutilità di qualsiasi decreto che vada verso l'inutile sperpero di danaro pubblico verso infrastrutture di cui oggi non se ne vede proprio l'esigenza. Costruire per propagandare interventi di ammodernamento dello stato attraverso megaponti e grandi opere non servirà per evitare altre vittime innocenti in un territorio come quello italiano praticamente del tutto interessato da pericolosità sismica di vario livello e il cui patrimonio edilizio nasconde oggi clamorose irregolarità e illegalità dal punto di vista sismico - ingegneristico: basti citare le opere recentissime crollate a l'Aquila. Un paese moderno non può continuare a publicizzare opere come se si fosse giocando con il monopoli senza tener conto che con terremoti di medio bassa intensità o con piogge un pò più intense del normale, si piange la vita di tanti innocenti e molte volte anche di bambini. E nemmeno servirà versare altre colate di cemento sul territorio comunale in deroga a qualsiasi strumento di pianificazione comunale o regionale. VAS chiede con forza di annullare il cosiddetto decreto CASA o qualsiasi altro progetto del governo che porti allo stravolgimento del territorio in mamniera irreversibile e al contrario chiede di investire sul presente e sul futuro per rilanciare l'economia italiana. Ristrutturare l'attuale patrimonio edilizio troppo vulnerabile ad altri eventi di tipo calamitoso significa creare lavoro e salvaguardare tante vite umane che un domani potremo di nuovo come oggi continuare a piangere. E per quello che riguarda il rischio sismico si chiede a tutte le regioni di rendere obbligatorio lo studio sismico di dettaglio nei piani regolatori attraverso la microzonazione sismica: unico modo per prevenire tragedie come quelle capitate oggi in abruzzo ieri in molise e l'altro ieri nelle marche.
  • 26/02/2009 -

     Accordo Berlusconi - Sarkozy sul nucleare 

    Il protocollo d’intesa Berlusconi-Sarkozy è violenza alla volontà popolare espressasi contraria al nucleare con i referendum del 1987. Gravissima è la disinformazione sul nucleare, fatta da molti giornali e dalle televisioni, a partire, purtroppo, dalla RAI.

    La III generazione dei reattori che si vuole far apparire come intrinsecamente sicura e a rischi prossimi allo zero non è altro che la riproposizione, sul piano della identità funzionale, delle prime due generazioni con qualche piccolo insignificante accorgimento tecnico. Le quattro centrali da 1600 MWe, che si dovrebbero costruire,  coprono poco più del 2%, diciamo DUE PER CENTO, del Fabbisogno Energetico Nazionale, richiedendo investimenti colossali dell’ordine di 20 miliardi di Euro, a fronte di inimmaginabili rischi e problemi.

    La Francia, come noto, ha enormi difficoltà non solo ad estendere ma anche a conservare il piano nucleare esistente per l’opposizione durissima delle popolazioni locali sconvolte dalla serie di misteri e gravi incidenti collegati alle centrali nucleari e conseguentemente cerca di mantenere l’immane business legato al nucleare, non solo civile ma anche militare, spostando nella vicina Italia la costruzione degli impianti.  Berlusconi? Non è ingenuo e sa bene che accettando   non fa certo gli interessi del nostro Paese! Fallirà sicuramente la via degli incentivi per le popolazioni locali, ovvero la ben triste e sperimentata mercificazione della salute, annunciata dal Ministro Scajola e solo con le forze armate probabilmente si potrà tentare di imporre la costruzione delle centrali. Ma nessuna stampa o televisione distorta  potrà allora impedire di portare la verità sulle centrali nucleari, si anche quelle di terza generazione, in rapporto al rischio di gravissimi incidenti, alla enormità del materiale radioattivato e della sua secolare sepoltura, all’aggravamento della dipendenza energetica del nostro Paese, al surriscaldamento di fiumi e mari, al trasporto del combustibile nucleare ed al suo riprocessamento, al danno alla salute, alla economia, al turismo, alla agricoltura, alla democrazia dei territori interessati.

  • 12/02/2009 -

    ADERISCI A VAS: CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2009

    "ECOLOGICA MENTE ATTIVA"
    VAS è un'associazione libera e vuole continuare ad esserlo fondando il suo finanziamento sui contributi dei propri associati. Iscriversi a VAS permette quindi a VAS di continuare in ciò che sta facendo contro la diffusione dei cibi transgenici e contro i nuovi inquinamenti, per prevenire gli incendi e garantire i diritti al/del mare, per l'accessibilità diretta dei disabili nelle aree marine, ecc. Un impegno difficile visto i tempi che corrono, ma che potrebbe essere fondamentale per la ripresa delle nostre attività e campagne associative. Vista la crisi economica e vista anche la crisi delle organizzazioni partitiche e associative, noi pensiamo che sia fondamentale la nostra azione sul territorio. Diventare socio VAS è davvero semplice:
    Puoi aderire inviando un contributo annuo di € 26
    Se vuoi ricevere in abbonamento anche la rivista Verde Ambiente il contributo minimo annuo è invece di € 39 (iscrizione + abbonamento annuo). SOTTOSCRIVI LA TUA QUOTA DEL 5 PER MILLE PER VAS C. F. 97 07 856 058 4
    Per destinare il contributo a VAS (contributo dello Stato senza spese per il singolo contribuente): sul tuo modulo di dichiarazione dei redditi, nello spazio dedicato alla scelta del 5 per mille • metti la tua firma nel primo riquadro in alto a sinistra (sostegno volontariato e non profit) • inserisci il codice fiscale di VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società) C F 97078560584 Per chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi basta che il contribuente sottoscriva la dichiarazione nella prima casella in alto a sinistra nel modello CUD. Puoi inviarci il contributo in uno dei seguenti modi:
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    • Recandoti nel circolo VAS più vicino;
    • Inviando la quota tramite sul conto corrente postale intestato a: Associazione Verdi Ambiente e Società, Via Flaminia 53 - 00196 Roma, c.c.p. 87728002 (Specifica la causale del versamento e la data di nascita);
    • inviando un assegno non trasferibile, intestato a Associazione Verdi Ambiente e Società (spedisci in busta chiusa, indicando i tuoi dati, l'indirizzo, il telefono e l'email a VAS, Via Flaminia 53 - 00196 ROMA)
    • mandandoci un'email vas@vasonline.it e aspettando di essere contattato da Vas
    Donando
    Deducibilità fiscale
    Verdi Ambiente e Società - V.A.S. è una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ai sensi del D.Lgs. n° 460/97 Per le persone fisiche (Rif.: art. 13-bis, lettera i-bis) d.p.r. 917/86)
    Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire (2.066 EUR), a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus). Nell'ambito del reddito d'impresa
    Sono deducibili le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 4 milioni o al 2% del reddito d'impresa dichiarato, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. In alternativa (art. 27, legge 133/99 e d.p.c.m. 20/06/2000) Sono deducibili le erogazioni liberali in denaro (o in natura) in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite (anche) delle organizzazioni non governative. Conservare la ricevuta ai fini fiscali. Informativa ai sensi dell'art. 10 legge 675/1996 V.A.S. - titolare del trattamento - Via Flaminia, 53 - 00196 Roma - la informa che i suoi dati saranno trattati manualmente ed elettronicamente, nel rispetto della massima riservatezza, per le operazioni necessarie alla gestione della sua adesione, nonché per promuovere e farle conoscere le iniziative dell'Associazione. I dati non saranno né comunicati né diffusi. Ai sensi dell'art. 13, legge 675/96, lei potrà esercitare i relativi diritti, tra cui consultare, modificare e cancellare i suoi dati scrivendo a V.A.S. Il nominativo dei responsabili del trattamento può essere richiesto direttamente all'Associazione Verdi Ambiente e Società.
  • 30/12/2008 -

    Convegno nazionale “Immissioni ed Emissioni”

    POLLICE: “OGGI TANTE ESPERIENZE A CONFRONTO. TOCCA ALLA POLITICA PASSARE ALLA CONCRETEZZA”. Milano, 16 dicembre 2008 – Notevole successo ha ottenuto l’appuntamento annuale indetto dall’associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) sull’attuale questione delle emissioni ed immissioni inquinanti. Oltre agli studi e ai dati, il convegno è stato l’occasione per presentare alcune importanti esperienze, dal quartiere solare di Friburgo, al progetto per rispettare gli impegni di Kyoto del Comune di Roma, alle strategie dell’Eni per rendere compatibile la propria azione con le nuove direttive energetiche. RELAZIONI E MATERIALI www.ecotopia.it/vas2008/materiali.html. Ma l’annuncio più importante è stato fatto da Regione Lombardia: da luglio 2009 entrerà in funzione la prima flotta sperimentale di venti auto a idrogeno. Guido Pollice, presidente nazionale di VAS, ha dichiarato: “In un momento in cui Milano discute le proroghe agli euro4 diesel che sarannò così liberi di circolare e inquinare in centro, noi proponiamo di investire in mezzi pubblici e auto ecologiche”. Pollice, a conclusione del convegno, ha aggiunto: “La mole di dati raccolti sarà messa a disposizione della comunità politica, degli amministratori e del mondo ambientalista affinchè si passi dalla propaganda e dagli slogan alla concretezza di proposte basate su studi e ricerche”. Iniziativa è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cariplo, di Coop Lombardia, da Elvi Group e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, delle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, del Comune di Milano, della Città di Torino e Venezia, della Provincia di Torino e delle Provincie lombarde.
  • 19/11/2008 -

    BARACK OBAMA

    di Guido Pollice Presidente Nazionale VAS
    Indubbiamente il risultato delle elezioni americane con la vittoria di Barack Obama, costituisce un fatto di portata storica.
    Non bisogna dimenticare che tutto ciò avviene dopo che la geopolitica è cambiata negli ultimi anni, in Africa con Mandela, in America Latina (Lula, Chavez, Morales, Kirchner e altri), che la Cina è sempre più vicina e l’India è lo stato dove si sono verificati i più grandi cambiamenti. Ora c’è da sperare che la guerra in Iraq finisca, che gli USA dismettano il loro ruolo di gendarmi del mondo e che si cerchi a tutti i costi la pace in Medio Oriente.
    I cosiddetti valori Americani al di la’ delle affermazioni di principio è auspicabile che ricevano una battuta d’arresto.
    Lo impone la crisi economica mondiale e la messa in discussione del sistema capitalistico. Anche sulla questione ambientale siamo fiduciosi perché è La parte del programma di Barak che più si fa carico dello stato del pianeta.
    Il ruolo degli Stati Uniti sarà decisivo per fermare la deriva disastrosa in cui siamo precipitati. La riconferma del protocollo di Kyoto sarà il prima banco di prova, così’ come la scommessa cha Barack più volte ha lanciato sulle fonti energetiche rinnovabili, il cambiamento climatico e certamente non ultimo una decisa azione per affrontare Il drammatico problema della fame del mondo.
  • 05/11/2008 -  

    Chi crede

    di Giorgio Nebbia
    Chi crede che opporsi alle norme di difesa dell’ambiente renda un servizio all’economa e agli affari sbaglia di grosso. Mi riferisco alla tesi del governo italiano secondo cui l’adozione delle norme, proposte a livello europeo, per la limitazione delle emissioni di gas serra perché danneggerebbero le imprese italiane, e al risultante rinvio di qualsiasi decisione di azioni comuni per rallentare i mutamenti climatici in atto. La proposta europea di porre dei limiti --- peraltro modesti --- alle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e di altri gas responsabili del riscaldamento globale --- i “gas serra” --- e di avviarsi sulla strada delle fonti energetiche rinnovabili, non è ispirata da passione ecologista, ma da concrete considerazioni economiche. Ci sarebbero, a dire la verità, anche considerazioni etiche, di rispetto del diritto alla salute degli abitanti del pianeta, di rispetto del prossimo, ma queste sono fanfaluche, nel clima attuale di lotta per l’esistenza, di divinizzazioni del successo privato e della sopraffazione sugli altri. Non voglio neanche toccare aspetti frivoli come quelli del rispetto della vita, della Ehrfurcht vor dem Leben, roba da Albert Schweitzer, un vecchio fanatico i cui scritti non albergano certo nei palazzi del governo. I negazionisti, con i loro volonterosi scritti, sostengono che non esiste nessun peggioramento del clima planetario dovuto alle attività antropiche e che, se anche esistesse, non sarebbe dovuto all’aumento della concentrazione nell’atmosfera dei gas serra provenienti dalla combustione di carbone, prodotti petroliferi, metano, eccetera e da altre attività merceologiche. Eppure la modificazione del clima c’è, è anomala rispetto agli eventi meteorologici storici, è dovuta proprio alle attività antropiche e comporta dei costi monetari per soggetti pubblici e privati. La comunità dei paesi industriali europei si è spaventata e chiede azioni correttive soltanto perché ha capito che la continuazione dell’attuale degrado ambientale si traduce in aumento del costo delle merci, dagli alimenti alle fibre tesili, al legname, ai metalli, alle automobili. Questi costi sono in parte pagati dai singoli stati: si pensi al risarcimento delle imprese agricole e industriali che perdono i propri raccolti per le alluvioni, dei proprietari di edifici travolti dalle frane, si pensi all’aumento della siccità e quindi del costo dell’acqua, all’abbassamento del livello dell’acqua nelle dighe; ma poi vi sono costi privati come quelli dovuti alla congestione del traffico, all’inquinamento dell’aria e delle acque che accompagna le stesse attività che generano i gas serra, ai danni alla salute, eccetera. Limitare i danni ambientali costa ? Certamente. Richiede la scelta di nuove fonti di energia, la razionalizzazione dei cicli produttivi, industriali e agricoli, richiede la modificazione delle merci e dei macchinari, scoraggiando quelli che sono associati a più alte emissioni di gas serra o di sostanze inquinanti. Richiede (richiederebbe) la redazione di statistiche e l’elaborazione di contabilità economiche che consentano di conoscere quante unità di gas serra sono generate da ciascuna unità di merce prodotta, o di servizio erogato o di milione di euro prodotto; analisi costi-benefici ben più accurate di quelle che circolano, una diversa dall’altra, basate su previsioni largamente inattendibili. Richiederebbe un controllo sulle merci di importazione e una valorizzazione della produzione nazionale, come del resto fanno tutti. Non bastano interventi di stato per aiutare le industrie in crisi se non esiste un controllo pubblico su quello che viene prodotto. Aiuti di stato per produrre SUV o centrali nucleari ? Apparentemente ci sono degli imprenditori che piagnucolano con i ministri di questo governo e li convincono che è interesse del paese rifiutare l’adesione ad impegni --- ripeto, peraltro, molto blandi --- di limitazione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Epure una analisi attenta mostra che è proprio interesse degli imprenditori (lasciamo da parte l’interesse della collettività, il bonum publicum) adeguarsi alle iniziative di difesa ambientale richieste dalla comunità internazionale. Si tratta di intraprendere le modificazioni merceologiche di cui si parlava prima; le nostre merci saranno più competitive, e non meno competitive, se saranno fabbricate nel rispetto degli standards ambientali degli altri paesi, nostri concorrenti. Fare della politica economica significa fare dei conti di soldi: quello che si può spendere oggi, in innovazione è largamente compensato dalle maggiori possibilità di vendere nuove automobili, nuovi frigoriferi, nuove merci. A mio modesto parere l’attuale crisi produttiva italiana non dipende dal costo del lavoro, ma dal continuare a fabbricare merci “vecchie” incapaci di soddisfare le domande nuove dei paesi industrializzati e di quelli emergenti.
  • 21/10/2008 -

    CRISI IDRICA

    L’emergenza idrica non è una novità dalle nostre parti considerato che il surruscaldamento globale terrestre si sta facendo sentire in maniera sempre più consistente sopratutto al sud. Sicuramente il buon senso di tutti di ridurre al minimo il consumo di acqua, non solo in situazioni di crisi, è doveroso ed indispensabile. Però, i cittadini santermani devono anche sapere che i loro sforzi ed il loro impegno non sarà sufficiente ad arginare l’attuale crisi idrica. Il clima non è l'unica causa di quello che sta accadendo. Infatti, la rete dell'Acquedotto Pugliese, divenuta oramai un colabrodo, sciupa per strada quasi la metà dell'acqua destinata a dissetare la regione, precisamente disperde il 49 per cento delle risorse idriche che dovrebbe distribuire. Il peggior risultato fatto registrare in Italia, una delle nazioni europee meno virtuose in questo segmento. Senza questo sperpero di acqua record, la Puglia, da sola, potrebbe dissetare un'altra regione. Questi i dati ISTAT nel 2006. Colpa di una rete idrica non più all'altezza di svolgere il proprio compito. Un dato allarmante che fa rivoltare i nostri antenati nelle tombe. Se gli antichi romani erano maestri nell'arte della costruzione degli acquedotti, lo stesso non si può dire dei moderni ingegneri civili italiani.
  • 01/10/2008 -

    NONSOLOPUNTAPEROTTI EDIZIONE NAZIONALE GLI ECOMOSTRI D’ITALIA IN UN CLICK… DI CELLULARE

    Milano, 30 settembre 2008 – Parte domani 1 ottobre la terza edizione di Nonsolopuntaperotti, il concorso fotografico per MMS aperto a tutti che fino al 28 febbraio 2009 va a caccia dei peggiori ecomostri d’Italia. A metà tra il gioco e la denuncia, Nonsolopuntaperotti da quest’anno debutta su scala nazionale con la collaborazione dell’Associazione VAS Onlus (Verdi Ambiente e Società) e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. "Un ottima iniziativa per denunciare tutto ciò che vorrebbero farci passare per "NORMALITA" - dichiara Guido Pollice Presidente Nazionale VAS - ma che per la maggior parte di noi cittadini è un pugno negli occhi all'ambiente e al paesaggio che ci circonda. Come lo scorso anno un tentativo di coinvolgere le giovani generazioni per la costruzione del loro futuro". “Da tre anni a questa parte abbiamo visto abbattere alcuni dei più brutti ecomostri immortalati nelle precedenti edizioni – ha commentato Marcello Saponaro, consigliere regionale della Lombardia e organizzatore del concorso – e anche se solo il 10% di questo fosse merito del concorso, vale la pena di continuare”. Per partecipare basta inviare la fotografia di un ecomostro a concorso@nonsolopuntaperotti.it, indicando il nome e cognome dell’autore, la data dello scatto e luogo d’ubicazione dell’ecomostro fotografato. Lo scatto migliore, per l’originalità e l’oscenità del soggetto, sarà scelto dalla giuria presieduta da Marcello Saponaro e composta da:

    ·         Luca Conti, consulente per i Social Media

    ·         Fabio Fimiani, giornalista di Radio Popolare

    ·         Marco Formento, consigliere Delegato Secolo XIX

    ·         Aurora Ghini, fotografa e community manager

    ·         Uliano Lucas, fotoreporter

    ·         Nicola Mattina, consulente ICT

    ·         Giorgio Nebbia, professore di Merceologia Università di Bari

    ·         Guido Pollice, presidente nazionale Verdi Ambiente e Società Onlus

    ·         Edoardo Raspelli, enogastronomo e giornalista

    ·         Maurizio Rebuzzini, direttore di “FOTOgraphia”

    ·         Silvia Tenenti, fotografa

    ·         Fabio Treves, fotografo e bluesman

    ·         Stefano Zecchi, professore di Estetica Università di Milano

    Lunedì 16 maggio 2009, mediante pubblicazione sul sito ufficiale del concorso, saranno comunicati i nomi dei vincitori della terza Edizione di Nonsolopuntaperotti.  info e regolamento al sito WWW.NONSOLOPUNTAPEROTTI.IT

  • 18/09/2008 -

    Il governo Berlusconi con un violento, autoritario colpo di mano ha cancellato nell’agosto scorso la volontà popolare espressa con il referendum del 1987, reintroducendo il nucleare

    Occorre ricostruire un movimento antinucleare maggioritario nel Paese capace di annullare tale nefasta scelta.
    Con i comma, d) di 7 parole, “la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare” e d-bis) di 6 parole, “la promozione della ricerca sul nucleare di quarta generazione o di fusione” di un articolo, il n. 7 della legge di conversione 6 agosto 2008, n.133 di un caotico decreto legge, di 85 articoli,: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, il Governo Berlusconi ha cancellata la volontà popolare di un referendum che si era invece espressa radicalmente con oltre l’80% contro il nucleare in Italia. Un atto squallido, un violento, autoritario colpo di mano che esprime fino in fondo il rispetto che il Presidente del Consiglio e la sua maggioranza hanno della Democrazia, della Partecipazione Popolare, della Costituzione con le sue Norme fondanti. L’inserimento del ritorno al nucleare del nostro paese in un faraonico decreto omnicomprensivo, ha avuto un evidente scopo: avere un bassissimo impatto con l’opinione pubblica, immediatamente e più sensibile ai problemi contingenti (ed importantissimi) di scuola, tasse, sicurezza ed evitare una benché minima discussione in Parlamento.
    Una legge sulla reintroduzione del nucleare in Italia avrebbe dovuto avere uno specifico dibattito, a partire dal significato politico ancora oggi del referendum dell’87, e si sarebbero dovuto portare i dati e confrontarsi su questioni quali il surriscaldamento del pianeta, gli incidenti ed i rischi di catastrofi anche dopo cernobil, gli investimenti, colossali, e i costi del kWh, altissimi, la proliferazione nucleare militare, la maggiore dipendenza dell’Italia per l’acquisizione del combustibile nucleare, la enormità dei problemi connessi al combustibile irraggiato, al materiale contaminato ed alle scorie, le bugie di una corsa al nucleare del Mondo, la incompatibilità del nostro Paese con il nucleare perché ad alto rischio sismico e geologico, densamente e capillarmente popolato e pieno di beni naturali e storico-culturali ed infine l’assoluta marginalità del nucleare nel bilancio energetico italiano pur in presenza di mastodontici interventi.
    Un confronto su tali questioni sarebbe stato disastroso per il Governo e per le potentissime lobbies del nucleare e questa è sicuramente la ragione prima delle modalità scelte per reintrodurre il nucleare in Italia.
    Nella legge approvata si parla di “impianti di produzione di energia nucleare” senza specificare né pacifica né elettrica; riteniamo che si tratti di fretta e sciattoneria ma con la legge approvata non si escludono comunque movimentazione di combustibile idoneo per usi militari.
    La preoccupazione cresce poi decisamente molto di più leggendo l’ultimo punto dell’articolo 7 : “dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Da una parte ciò significa il totale disimpegno dello Stato nel settore delle fonti rinnovabili di energia e dell’efficienza energetica (comma c del punto 1 dell’art. 7) con un profondo arretramento rispetto ai già modesti impegni dei decenni trascorsi e in profondo contrasto con quanto più volte dichiarato da Berlusconi e da suoi Ministri; dall’altra si consegna ai privati un settore delicatissimo, il nucleare sia nella tecnologia e nell’impiantistica, che nella movimentazione del combustibile in tutte le sue fasi, dall’approvvigionamento al ritrattamento ed alla gestione del materiale prodotto nei reattori utilizzabile anche per usi militari e terroristici come Plutonio ed il ben famoso Polonio, con gli incalcolabili ed indefinibili pericoli e rischi anche sul piano della malavita organizzata internazionale: la Francia spesso richiamata ad esempio dal Governo e dai sostenitori del nucleare gestisce con Ente di Stato (l’EdF) il nucleare. Il Presidente Nazionale dei VAS – Verdi, Ambiente e Società, Guido Pollice, prevedendo quanto sarebbe avvenuto lanciò già nella primavera scorsa l’Appello al presidente Napolitano perchè non controfirmasse atti in contrasto con la volontà popolare del referendum del 1987; purtroppo ciò non è avvenuto e non possiamo nascondere la nostra profonda delusione.
    Nè in Parlamento vi è stata una opposizione forte al decreto ed alle scelte del nucleare, che si sono fatte passare sottosilenzio; dal Ministro Ombra del PD, Ermete Realacci, già Presidente di Legambiente, ci si sarebbero aspettati fiamma e fuoco e non dolci dichiarazioni di circostanza, soprattutto dopo l’inaudita, incredibile presa di posizione dell’ex Presidente, sempre di Legambiente, Chicco Testa. La battaglia contro il nucleare ha necessità perciò di ritrovare nel movimento il suo riferimento, nella consapevolezza della gravità della scelta la sua identità, nella partecipazione popolare la sua forza: sarebbe un errore gravissimo pensare di vincere tale battaglia riportandola a piccolo terreno di propaganda e consenso elettorale. E’ naturalmente di grande importanza che forze ed aggregazioni politiche, dai Verdi a Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani a Sinistra Democratica, sostengano fino in fondo tale battaglia ma chiaro deve essere l’obbiettivo di un Corpo Organico al di là e Superiore ad essi, che faccia maggioritario nel Paese l’antinucleare e che annulli la nefasta scelta di Berlusconi.
    Con tale spirito il 28 giugno scorso si è già costituito il Comitato del NO al Nucleare. Il Comitato promuove la Cultura e la Scelta della Rinnovabilità dell’Energia e della Materia quale fondamento di un Progresso Equo e Solidale dell’Umanità in Armonia con la Natura e l’insieme delle sue Espressioni di Vita. Con tale sua Essenza Fondante, Il Comitato perciò si armonizza ed opera in sinergia con ogni realtà, Associazione o Gruppo che persegue obbiettivi comuni. Il Comitato ha già dall’agosto scorso il suo blog con nome “noalnucleare”. Entro Natale, secondo il decreto legge, ma per gli interessi in gioco, pensiamo molto prima, il Governo indicherà il piano nucleare con la specificazione degli impianti e dei siti: mistificazioni, bugie, falsificazioni accompagneranno la campagna di rilancio del nucleare ed ingenti risorse ne sosterranno la validità.
    Il movimento antinucleare deve essere pronto per dare battaglia su almeno quattro fronti: la corretta informazione ed in tal senso molto materiale è gia disponibile come quello della Rivista VerdeAmbiente (ad esempio gli articoli di Giorgio Nebbia e di Antonio D’Acunto); la rivendicazione del rispetto del referendum del 1987 e, se esso è violentato, l’attivazione di un nuovo referendum abrogrativo dei citati punti d e d-bis che reintroducono il nucleare: il sostegno operativo e scientifico alle popolazioni colpite dal cataclisma della scelta del loro territorio come sito di centrale nucleare; la definizione del piano dell’energia rinnovabile e del risparmio.
    Unendo, armonizzando, aggregando ed espandendo sensibilità e partecipazione, ce la possiamo fare!

  • 04/08/2008 -

    INCENDI BOSCHIVI: VAS RINNOVA L’APPELLO  “PREVENIRE E’ MEGLIO CHE SPEGNERE”

    L’Associazione ambientalista VAS Onlus rinnova l’appello per salvare il patrimonio boschivo italiano e  rilanciano la Campagna Nazionale Preveniamo gli incendi  per la prevenzione degli incendi boschivi giunta quest’anno alla sua XVIII edizione. L’iniziativa è stataPatrocinata dalla Confederazione Italiana Agricoltori e dalle Regioni Abruzzo; Basilicata; Calabria; Campania; Emilia Romagna; Lazio; Liguria; Lombardia; Piemonte; Puglia; Toscana; Sicilia e Umbria e dei Parchi Nazionali dell’Asinara; Alta Murgia; Abruzzo, Lazio e Molise; Aspromonte; Cinque Terre; Circeo; Foreste Casentinesi; della Maiella; Pollino; Gran Sasso e realizzata in collaborazione, sempre più proficua e consolidata in questi anni, con il Corpo Forestale dello Stato a cui vanno tutte le nostre gratitudini per il ruolo ed il lavoro che svolge. VAS mette a disposizione dei cittadini il NUMERO VERDE 800.866158, attivo 24 ore su 24 con segreteria telefonica,  a cui si potrà accedere in modo gratuito e da tutto il territorio nazionale e segnalare la presenza di aree degradate, discariche abusive, terreni incolti, cigli stradali privi di manutenzione, scali ferroviari non ripuliti, e altre situazioni ad altissimo rischio incendi. Le segnalazioni raccolte – hanno affermato il Presidente nazionale di VAS Guido Pollice e il Responsabile Campagne Nazionali di VAS Walter Iannotti – ci danno la possibilità di allertare le autorità amministrative competenti per un adeguato intervento rapido di prevenzione per ridurre, di fatto, drasticamente il pericoli di incendi. Mentre per quanto concerne l’avvistamento di un incendio o di un principio di incendio – tengono a precisare Pollice  Iannotti - bisogna contattare immediatamente i numeri gratuiti 1515 del Corpo Forestale dello Stato oppure il 115  dei Vigili del Fuoco. Gli obiettivi che portiamo avanti con questa Campagna – affermano gli ambientalisti – è la prevenzione degli incendi boschivi, facendo crescere l’attenzione, la sensibilità e l’impegno di tutti a salvaguardare il patrimonio boschivo italiano quale immensa fonte di vita e di Biodiversità. Sono davvero molti i motivi che – sostengono da VAS - ci devono spingere a fare di più sulla prevenzione affinché non si creino le condizioni favorevoli alla forza distruttrice del fuoco. La prevenzioneper gli ambientalisti di VASresta, quindi, l’arma più efficace conto una nuova estate di fuoco. L’incendio boschivo, sia doloso  che colposo, è un delitto contro la pubblica incolumità, e come tale, è perseguito penalmente. Chi provoca un incendio è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni. Bisogna assolutamente mettere un freno alla macchina distruttrice del fuoco ed alle lobby degli incendiari. La nostra associazione – affermano dai VAS - da anni denuncia, con forza, quella che rappresenta una vera e propria industria dell’incendio attorno alla quale girano ingenti quantità di denaro e prospettive di lavoro.  I danni provocati dalla devastazione del fuoco non sono solo tronchi carbonizzati, cespugli ed erbe incenerite, ma la scomparsa di un patrimonio faunistico cancellato in un sol colpo ed un intero ecosistema spazzato via, la cui rigenerazione è lenta e difficile. Se i danni economici prodotti dagli incendi boschivi sono ingenti, quelli ecologici risultano incalcolabili: non ultimo il fatto che le foreste, trattenendo il terreno con le proprie radici, attenuano la forza delle piogge; dove mancano gli alberi l'erosione delle acque e del vento aumenta notevolmente. Quindi non ci resta che ricordare il nostro numero verde 800.866158 e ribadire che “Prevenire è sempre meglio che spegnere”.

  • 11/07/2008 -

    E’ NATO Il COMITATO DEL NO AL NUCLEARE

    Nella Assemblea di sabato 28 giugno presso la sede regionale VASCAMPANIA si è costituito il Comitato del NO al Nucleare. Il Comitato promuove la Cultura e la Scelta della Rinnovabilità dell’Energia e della Materia quale fondamento di un Progresso Equo e Solidale dell’Umanità in Armonia con la Natura e l’insieme delle sue Espressioni di Vita. Con tale sua Essenza Fondante, Il Comitato perciò si armonizza ed opera in sinergia con ogni realtà, Associazione o Gruppo che persegue obbiettivi comuni. Rispetto alle tante bugie, falsità e mistificazioni che con ogni mezzo si stanno oggi portando avanti per ottenere consenso, il Comitato intende diffondere la corretta conoscenza e la verità dei dati sul cosiddetto nucleare civile, che:
    • aumenta più di ogni altra fonte il surriscaldamento della Terra;
    • consuma ed inquina grandi quantità di acqua di fiumi o mare;
    • accentua la dipendenza energetica del nostro Paese;
    • porta ad un ulteriore aumento del costo del kWh;
    • richiede spese inimmaginabili con ricadute insignificanti sulla quantità di energia prodotta, sull’occupazione, sull’acquisizione di nuove tecnologie e competenze scientifiche;
    • comporta, per tempi lunghissimi, rischi incalcolabili per incidenti nucleari e per le scorie radioattive;
    • favorisce il diffondersi della proliferazione nucleare di guerra;
    • mortfica, per ben oltre la vita degli impianti, le economie locali.
    Il Comitato intende perciò far conoscere gli interessi veri che stanno alla base del rilancio del nucleare cosiddetto civile. Il Comitato fa proprio l’Appello al Presidente della Repubblica, primi firmatari Guido Pollice, Giorgio Nebbia, Antonio D’Acunto, perché venga rispettata la volontà popolare del NO al nucleare espressa con i referendum del 1987 ed annuncia l’impegno per un nuovo referendum popolare se dovesse essere approvata dal Parlamento qualsiasi scelta in contrasto con i predetti referendum. Il Comitato annuncia per il prossimo autunno una iniziativa centrale nazionale, ed una serie di iniziative verso il Mondo della Scuola e verso gli Enti Locali perché prendano posizione contro la monetizzazione del rischio nucleare. Il Comitato è aperto a Tutti i Cittadini, i Gruppi e le Associazioni che ne condividono le Finalità e non è vincolato a nessuna specifica Organizzazione. In questa prima fase le adesioni possono essere inviate all’associazione VAS – Verdi, Ambiente e Società e a tutti gli attuali componenti del Comitato.
  • 01/07/2008 -

    La scienza dimenticata

    Ma politica fa rima con ricerca scientifica? A quanto pare non in Italia.
    Alcuni giorni or sono ho trovato citato sul blog Leucophaea un interessante articolo di Chris Mooney dal titolo "Is Our Representatives Learning?" pubblicato su Science Progress. L'articolo analizza l'attenzione dei membri del Congresso americano verso le scienze e le loro conoscenze in materia di scienza... e la situazione non è delle più promettenti! Come ironicamente segnala lo stesso autore "First the good news: the number of physicists in Congress just increased dramatically. And now the bad: That increase was from 2 to 3". In un momento storico in cui le scienze stanno rivoluzionando in modo drastico non solo il nostro modo di vivere, ma anche il nostro modo di concepire la vita, colpisce il fatto che anche in una delle nazioni che più investe sulla ricerca ci siano progetti fondamentali che rischiano di essere rigettati perchè chi li dovrebbe finanziare non ha le capacità per capire di cosa si stia parlando. Come sottolinea Chris Mooney: "In all seriousness, though, to hear Holt and his fellow congressional equation solvers —Vern Ehlers (R-MI) and the recently elected Bill Foster (D-IL) - tell it, they are strangers in a truly strange land. Ehlers, for instance, relates having to occasionally rush to the floor to prevent fellow members from killing science programs they don’t even understand—assuming, for instance, that “game theory” research involves sports, and that A.T.M. studies have something to do with banks " Io non conosco la situazione italiana, per cui ho trovato molto interessante anche il post scriptum di Marco Ferrari in cui si riporta che da "una ricerca, tra i deputati due sono laureati in fisica. Entrambi (Tocci e la Forgia) sono dell'Ulivo. C'è una laureata in biologia (Capitanio Santolini, Unione di Centro) e una in CTF (Velo, sempre dell'Ulivo). Due sono i laureati in matematica, una di AN e l'altro dell'Ulivo. I medici sono 20 (...). In compenso gli economisti sono più di trenta, e i laureati in legge quasi 200". Perchè questa analisi può risultare interessante? Perchè ci spiega come mai vi sia un assoluto disinteresse in Italia verso la scienza, come dimostrato anche dal fatto che entrambe le grandi coalizioni che si sono presentate alle ultime elezioni non avessero la parola "ricerca" a nessun livello di priorità, anzi proprio questa parola non c'era e nessuno ne ha mai parlato! Perchè ci spiega perchè i giovani ricercatori italiani fanno i lavavetri per protesta. La cosa curiosa è che nel frattempo le Università italiane stanno morendo per inedia in attesa che i finanziamenti ministeriali vengano attribuiti. Il bando per il principale finanziamento ministeriale a sostegno della ricerca di base (PRIN) è infatti scaduto il 24 ottobre 2007, ma non è stata ancora pubblicata la lista dei progetti finanziati e quindi non è possibile (a distanza di 8 mesi) sapere se si è stati finanziati. Il Consiglio Universitario Nazionale questo mese ha inviato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca una mozione in cui si chiede tra l'altro che venga reso noto in modo definitivo l'ammontare dello stanziamento per la ricerca. Ma questo non dovrebbe essere noto quando viene fatto il bando? Certo, ma poi si possono fare spostamenti di fondi verso altri capitoli (Alitalia?), tanto che "il Comitato Guida del bando PRIN 2007 non ha potuto procedere all’assegnazione del cofinanziamento ai progetti ammessi in quanto il Ministero non ha ancora comunicato la reale disponibilità finanziaria".  E' inoltre curioso notare che il bando nazionale, che sino al 2005 veniva chiuso sempre entro fine marzo, dal 2006 ha iniziato a "slittare" tanto che nel 2006 è scaduto il 26 aprile 2006, nel 2007 il 24 ottobre 2007 e nel 2008 presumibilmente sarà bandito a fine anno o non verrà addirittura bandito dato il ritardo nel bando 2007. Se in questo contesto tutta la ricerca soffre, tanto più vengono a trovarsi senza risorse adeguate tutte le linee di ricerca non applicative e tra queste la biologia evoluzionistica. In un recente articolo di Pikaia veniva segnalato una articolo che fotografava la situazione delle pubblicazioni in materia di evoluzione tra il 1996 ed il 2006. In questa particolare classifica l'Italia è nona in Europa  per il numero di citazioni dei propri articoli e sesta per il numero di articoli pubblicati. Alcun colleghi che risiedono e lavorano all'estero mi comunicavano questi dati con grande delusione, ma conoscendo la situazione dei finanziamenti in Italia devo dire che invece io non trovo questo dato deludente anzi ... mi sembra che si stia facendo molto di più di quanto fanno altre nazioni che possono contare su risorse economiche ben più importanti (oltre che attribuite senza ritardi o esitazioni!). Un ulteriore aspetto che l'articolo di Chris Mooney sottolinea è la necessità di trovare un giusto mezzo di comunicazione tra esponenti del mondo politico e scienziati. Anche in questo caso, la situazione italiana non è delle più incoraggianti in generale e per l'evoluzione in particolare, basti pensare al recente "affare Darwin/Moratti" (per citare il titolo dell'articolo pubblicato da Telmo Pievani su Micromega 6/2005) in cui la relazione redatta dalla Commissione Montalcini sulla cancellazione di Darwin dai programmi scolastici viene prima nascosta e poi modificata da mani ignote (ma che sapevano bene dove tagliare e modificare il testo originale) presso il Ministero o, ancora più recentemente, al fatto che nel 2007 tre dei quattro esponenti politici italiani dell'Assemblea del Consiglio d'Europa hanno votato contro l'adozione della risoluzione 1580 (2007) del titolo "The dangers of creationism in education"(come segnalato anche su Pikaia) che è stata poi adottata a maggioranza. Forse ha ragione Chris Mooney quando sostiene che servono scienziati che si dedichino alla politica e che vengano formati per fare politica "These researchers require training in the language of politics, its norms and expectations, so that when they do have run-ins with elected representatives—for instance, when they are called in to brief or to testify—they don’t end up poorly equipped to communicate". Forse serve veramente "prestare" scienziati alla politica perchè come suggerivano Paolo Bianco ed Elena Cattaneo viene il dubbio che non ci siano in Italia politici in grado di rilanciare la ricerca. Mauro Mandrioli
    Fonte: www.pikaia.eu
  • 30/06/2008 -

    Clima: per sfuggire al caldo le piante si spostano in collina

    E’ questo in estrema sintesi il senso della scoperta fatta da un gruppo di ricercatori francesi, guidati da Jonathan Lenoir dell’Istituto Agro Paris Tech di Nancy. Nello studio pubblicato sulla rivista Science, Lenoir e il suo gruppo evidenziano come confrontando la distribuzione delle specie prese in esame (le più comuni) tra il 1905 e il 1985 con la loro distribuzione tra il 1986 e il 2005 sia emerso uno spostamento che corrisponde in media a 29 metri ogni decennio.
    “Abbiamo dimostrato che i cambiamenti climatici hanno già comportato un effetto significativo sulle piante”, ha commentato Lenoir, giacché l’altitudine ottimale alla quale le si trova più facilmente si è spostata nel corso dei decenni, parallelamente all’aumentare delle temperature.
    Ma come fanno delle piante a muoversi? Semplice, i semi si sparpagliamo e attecchiscono laddove le condizioni climatiche sono ideali per la crescita della pianta. In questo caso la “preferenza” è andata verso una maggiore altitudine il che ha comportato, nel corso dei decenni, uno spostamento generale di gran parte delle specie considerate verso l’alto.
    A spostarsi più rapidamente sono state come è ovvio le piante dal ciclo di vita più breve e che si riproducono più velocemente, come vari tipi di erba, muschio, felci. Assai più graduale è lo spostamento dei grandi alberi che, secondo Lenoir, sono assai più minacciati dai cambiamenti climatici proprio perché non possono ricollocarsi rapidamente.
    Delle 171 specie considerate la maggior parte si è spostata verso l’alto, segnando un trend generale molto netto. Alcune specie, però, si sono dirette verso il basso.
    Lo studio, da più parti considerato un importante testimonianza degli effetti del riscaldamento globale, dimostra che non siano solo gli ecosistemi più sensibili, come la cima delle montagne o le calotte polari, a patire le conseguenze dei cambiamenti climatici.
  • 25/06/2008 -

    TREMONTI RIPORTA L'INCUBO DELLE TRIVELLAZIONI AGIP NELL'ALTO ADRIATICO

    Si apprende che il Piano Triennale 2009 - 2011 presentato dal Ministro Tremonti e approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede ancora una volta LA POSSIBILITA’ DI TRIVELLARE NELL’ALTO ADRIATICO PER SFRUTTARE I GIACIMENTI DI IDROCARBURI CHE SI TROVANO NEL GOLFO DI VENEZIA. Il Piano sottolinea che se venissero accertati rischi, le perforazioni verrebbero sospese ma, si sa, che la subsidenza avviene anche dopo diversi anni dagli interventi e perforazioni, quindi il danno sarebbe già avvenuto.
    Siamo ritornati indietro nel tempo. E’ infatti dalla fine degli anni 90 che l’Eni vorrebbe sfruttare – attraverso 19 piattaforme da istallare in mare fra il Tagliamento e il Po di Goro nell’Alto Adriatico – i circa 28 miliardi di metri cubi di gas presenti nel sottosuolo con un investimento che supera i 670 milioni di euro. Un progetto che fin dalla nascita aveva trovato contrari i partiti politici veneti di destra e di sinistra, il Governatore Veneto Galan, il Sindaco di Venezia Cacciari e gli ecologisti. Il pericolo derivante da questo progetto è che l’emungimento del gas potrebbe far sprofondare il territorio sovrastante, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Venezia e del Polesine storicamente già colpite da pericolose alluvioni. Basta ricordare che il centro storico di Venezia ha subito dall'inizio del secolo una perdita altimetrica di circa 12 cm, mentre l'innalzamento eustatico ha generato nello stesso periodo un incremento del livello del mare di circa 11 cm: complessivamente quindi dall'inizio del secolo Venezia ha perso oltre 23 cm rispetto al livello del mare, con un conseguente aumento dell'intensità e della frequenza delle acque alte.
    I VAS A LIVELLO NAZIONALE E A LIVELLO LOCALE si oppongono alla ripresa del progetto delle trivellazioni in Alto Adriatico e sono pronti, come avvenne negli anni ’90, a una mobilitazione con raccolta di firme chiedendo l’appoggio, avvenuto sempre negli anni scorsi, del mondo associativo, politico e delle categorie economiche.
    I VAS ESPRIMONO FORTE PREOCCUPAZIONE riguardo la finanza e i tagli “creativi” del Ministro Tremonti, tagli che comporterebbero inoltre l’eliminazione di 19 su 23 Parchi italiani considerati “enti inutili”. E’ questa la sensibilità “creativa” nel campo ambientale del nuovo Governo?
  • 09/06/2008 - Il giorno 29/06/2008 ore 21:30 e' confermata la visita guidata presso
    l'OSSERVATORIO ASTRONOMICO COMUNALE di Acquaviva delle Fonti (Bari).
    In totale prenotazione è per 30 persone
    Pertanto, chi fosse interessato è invitato a prenotarsi in tempo utile.
    AVVERTENZE UTILI FUNZIONALI ALLA QUALITA' DELLA VISITA:
    - durante la visita guidata non saranno ammessi bambini di età inferiore ai
    4 anni;
    - solo in caso di spiccate e avverse condizioni meteorologiche la visita
    guidata sarà annullata;
    - in generale nel caso in cui le condizioni meteorologiche non consentono
    (anche improvvisamente) l'osservazione del cielo, si terranno conferenze
    sostitutive su temi di astronomia;
    - per il normale svolgimento della visita guidata, si raccomanda agli utenti
    la massima puntualità: i lavori avranno inizio entro e non oltre 15 minuti
    di tolleranza;
    - la gran parte delle attività proposte durante la visita guidata si
    svolgeranno all'aperto. Si raccomanda pertanto di premunirsi  di un
    abbigliamento adeguato al clima e all'altitudine dell'Osservatorio
    Astronomico Comunale (450 mt);
    - si ricorda che gli strumenti messi a disposizione degli utenti sono
    particolarmente delicati e costosi. Ci si affida al personale senso di
    responsabilità di tutti affinché sia salvaguardato un cospicuo patrimonio
    della collettività e della comunità astrofila;
    - si avvisano gli utenti che le osservazioni telescopiche saranno effettuate
    con vari tipi di telescopi. Quello nella specola è da tempo dedicato alla
    Ricerca in Remoto;
    - nell'impossibilità di partecipare alla visita guidata già prenotata e'
    assai gradita una telefonata di disdetta al seguente numero telefonico
    333.7633683.
    Il responsabile delll'Associazione VAS di Santeramo in Colle
    Domenico Conversa
  • 05/06/2008 -

    APPELLO VAS CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE

    ORA BASTA! L'assalto alla diligenza è cominciato alla grande facciamoci sentire!
    VAS lancia un appello contro il nucleare e per le fonti rinnovabili. Non facciamo passare la stessa logica del problema dei rifiuti per cui la raccolta differenziata non parte o parte in ritardo.
    Quindi se si deve investire si investa da subito sulle fonti rinnovabili e soprattutto si faccia un piano energetico nazionale. Appello per il rispetto della volontà popolare espressa con il referendum sul nucleare del 1987 e per la Costituzione del Comitato per il No al Nucleare. Il nuovo Governo ha riproposto il nucleare ed ha affermato che entro cinque anni sarebbero iniziati i lavori per nuove centrali nucleari.
    E’ cominciata così una Campagna di persuasione della pubblica opinione con affermazioni e dati, falsi e devianti, sui benefici di questa fonte sul surriscaldamento della Terra e in generale sull’Ambiente, sulla dipendenza energetica del nostro Paese, sul costo del kWh, contestualmente rassicurando sulla sicurezza degli impianti di “terza” e “quarta” generazione e sullo smaltimento delle scorie radioattive. La verità è profondamente diversa. A parità di potenza installata ed energia elettrica prodotta, la quantità di calore di un impianto nucleare disperso nell’ambiente esterno (in atmosfera, con le torri di raffreddamento o in mare o in fiume) è nettamente superiore a quello di un moderno impianto termoelettrico a ciclo combinato: il nucleare aumenta il riscaldamento della Terra molto di più delle stesse centrali termoelettriche. L’Italia non ha significativi giacimenti di minerale di uranio, per cui per le sue eventuali centrali dovrebbe acquistare il combustibile nucleare da altri Paesi, non solo produttori ma soprattutto possessori delle tecnologie di arricchimento, e dipenderebbe in maniera incondizionata da altri per la delicatissima fase del riprocessamento del combustibile irraggiato. Il nucleare, nel caso irrealizzabile di 5 centrali “della terza generazione” da 1600 MW, coprirebbe meno di un decimo del fabbisogno reale energetico italiano e meno di un terzo della dispersione e delle perdite prima del consumo (pari al 26% dell’intero consumo energetico). La cifra che lo Stato dovrebbe investire sarebbe presumibilmente di 100 Miliardi di Euro: ammettendo di scaglionare questo investimento in dieci anni, ogni anno quasi la intera manovra finanziaria del 2008 andrebbe per gli impianti nucleari, per solo un quarto del fabbisogno di potenza elettrica! I costi del KWh nucleare imputabili all’investimento, all’esercizio e alla manutenzione sono enormemente superiori a qualunque altra fonte di produzione di energia. Ogni fase dell’attività connessa agli impianti nucleari è ad altissimo rischio, dal trasporto del combustibile irraggiato o da riprocessare, per incidenti o sabotaggio, al deposito provvisorio dentro o fuori agli impianti e naturalmente agli incidenti nucleari nell’esercizio degli stessi impianti che sono continuati a verificarsi interrottamente dopo Chernobyl, anche se tenuti nascosti. Artatamente si parla di scorie per identificare la entità del materiale contaminato da smaltire: la realtà è che in un impianto nucleare migliaia di tonnellate di materiale sono continuamente contaminate anche nella migliore condizione di esercizio. Vi è nel mondo un ripensamento ed un forte rallentamento del nucleare civile, con modesta tendenza alla crescita solo in paesi in cui la tutela dell’ambiente vale ben poco rispetto al cosiddetto sviluppo o dove vi sono o vogliono realizzarsi armamenti nucleari! Perché nessuno può contestare la connessione strettissima tra nucleare civile e nucleare militare. Non vi è posto per impianti nucleari nel nostro Paese che è ad alto rischio per terremoti, alluvioni e dissesti idrogeologici, abitato senza soluzione di continuità - fatta eccezione per parchi e riserve naturali - con beni naturalistici, culturali, archeologici, religiosi, distribuiti ovunque, con un’agricoltura ed un turismo capillarmente diffusi, ricchezze primarie della collettività e con una consolidata cultura e storia ambientalista, di primato della salute rispetto ad ogni monetizzazione, di difesa dei diritti. Il Popolo Italiano con il referendum abrogativo dell’8 e 9 novembre del 1987, ha detto chiaramente no al nucleare. Il risultato del referendum non può essere modificato da nessuna figura istituzionale o da esecutivi o anche da maggioranze parlamentari senza una nuova verifica della stessa volontà popolare. I sottoscrittori del presente Appello, che aderiscono anche al Comitato per il No al Nucleare, chiedono al Presidente della Repubblica di non firmare alcun atto che sia in contrasto con la volontà popolare espressa dai referendum del 1987 sul nucleare.

    Primi firmatari

    Prof Sen Giorgio Nebbia
    Sen. Guido Pollice

    per adesioni vas@vasonline.it

  • 14/05/2008 -

    VITTORIA! LA CASSAZIONE DA RAGIONE A VAS CONTRO RADIO VATICANA

    La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio per un nuovo processo davanti alla Corte d'appello di Roma, le assoluzioni di padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione della Radio Vaticana, e di padre Pasquale Borgomeo, direttore dell'emittente. Per entrambi ci sarà quindi un nuovo procedimento. L'accusa, contemplata dall'articolo 674 del codice penale, è quella di «getto pericoloso di cose», e riguarda l'emissione di elettrosmog per le trasmissioni della radio. Per l'emittente l'assoluzione era arrivata il 4 giugno scorso dopo una condanna in primo grado a 10 giorni di reclusione, nel maggio 2005. Senza nulla togliere al merito del Messaggio diffuso dalla Radio Vaticana nel mondo e apprezzando il fatto che la Radio Vaticana abbia abbassato il livello delle proprie emissioni, non si può trascurare dal punto di vista giuridico che per degli anni sia stato commesso un fatto di reato.
  • 21/04/2008 -

    Cari amici, il giorno 11 maggio 2008 ore 21,00 l'Associazione VAS di Santeramo (www.santeramovas.org) ha prenotato una visita guidata presso l'OSSERVATORIO ASTRONOMICO COMUNALE di Acquaviva delle Fonti (Bari). Attenzione: LA PRENOTAZIONE E' PER 21 PERSONE, PERTANTO CHI VOLESSE PARTECIPARE E' PREGATO DI PRENOTARSI IL PRIMA POSSIBILE CON UNA EMAIL info@santeramovas.org OPPURE AL NUMERO 3337633683.

    AVVERTENZE UTILI:

    - Costo: Adulti € 6 - Ragazzi 10/14 anni € 4 - < 10 anni € 2;

    - durante la visita guidata non saranno ammessi bambini di età inferiore ai 4 anni;

    - solo in caso di spiccate e avverse condizioni meteorologiche la visita guidata sarà annullata;

    - in generale nel caso in cui le condizioni meteorologiche non consentono (anche improvvisamente) l'osservazione del cielo, si terranno conferenze sostitutive su temi di astronomia;

    - per il normale svolgimento della visita guidata, si raccomanda agli utenti la massima puntualità: i lavori avranno inizio entro e non oltre 15 minuti di tolleranza;

    - la gran parte delle attività proposte durante la visita guidata si svolgeranno all'aperto. Si raccomanda pertanto di premunirsi  di un abbigliamento adeguato al clima e all'altitudine dell'Osservatorio Astronomico Comunale (450 mt);

    - si ricorda che gli strumenti messi a disposizione degli utenti sono particolarmente delicati e costosi. Ci si affida al personale senso di responsabilità di tutti affinché sia salvaguardato un cospicuo patrimonio della collettività e della comunità astrofila;

    Grazie a tutti.

  • 15/04/2008 -

    Risultati Elettorali

    Le proiezioni: netta maggioranza Pdl a Camera e Senato. Carroccio sopra il 6%, Bossi esulta. Il Cavaliere: “Dureremo cinque anni. Priorità rifiuti, Alitalia e aiuti alle famiglie”. Il Pd intorno al 34%. Ribaltoni a favore del centrodestra in molte regioni. All’Udc solo 3 senatori. La Sinistra l'Arcobaleno e Storace mancano il quorum. Di Pietro raddoppia i voti. Regione Sicilia a Lombardo. Affluenza in calo: 80,4. Fonte: Repubblica.it
  • 07/04/2008 - Con il presente comunicato l'Associazione VAS di Santeramo intende rettificare parzialmente quello precedente del 01/04/2008.

    Dopo un breve colloquio chiarificatore, il Prof. Capozzi e l'Ing. Bongallino ci hanno riferito che nella conferenza di servizi del 25/02/2008 la commissione non ha riscontrato assolutamente alcuna difficoltà tecnica rispetto alle eccezioni sollevate dai gestori al contrario di quanto possa essere sembrato dall'esterno e dai non addetti ai lovori. Infatti, i gestori, forti nell'aver conosciuto e studiato preventivamente la realzione della commissione tecnico-scientifica di Santeramo, hanno potuto ben argomentare in modo tale da screditare il lavoro svolto dalla commissione creando una situazione di squilibrio a loro ed esclusivo vantaggio.
    La commissione, ci dicono il Prof. Capozzi e l'Ing. Bongallino, non poteva fare altro che ascoltare e prendere atto delle eccezioni sollevate dai gestori in quanto nessun documento avevano presentato a sostegno delle loro tesi. Pertanto, con il nostro comunicato dell' 1 aprile non volevamo assolutamente mettere in discussione la professionalità di alcuno. Anzi, noi santermani ci sentiamo rincuorati dalla presenza e dall'apporto di professionisti nostri concittadini come il Prof. Capozzi e l'Ing. Bongallino e non riusciamo a comprendere il motivo per cui l'incarico di redarre il piano per le antenne non sia stato a loro affidato già in passato.
    Comunque, esprimiamo nuovamente le nostre perplessità in ordine alla nomina del Sig. Nino Plantamura, quale membro di un comitato spontaneo cittadno, all'interno della commissione tecnico-scientifica. Sicuramente nulla è da eccepire per le sue qualità umane e per l'enorme impegno profuso sul tema delle antenne a Santeramo, ma non essendo un tecnico del settore la sua presenza può rendere l'operato della commissione poco credibile innanzi ai Gestori.
    Sarebbe stato invece auspicabile costituire una consulta cittadina formata da tutte le forze sociali del paese (sindacati, federconsumatori, associazioni ambientaliste, comitati) al fine di affiancare il lavoro della commissione tecnica e di formare un fronte unico contro lo strapotere e la prepotenza dei gestori.
  • 31/03/2008 -

    Ancora sul Piano Urbanistico delle Antenne

    Nella conferenza di servizi del 25/02/2008 tenutasi presso il Palazzo di città di Santeramo i Gestori di telefonia mobile hanno sollevato eccezioni e perplessità sulla relazione tecnica proposta dal comitato e a firma dell'Ing. Previti. Infatti, i Gestori hanno sostenuto che allontanando le antenne dal centro urbano così come proposto nella relazione non ci sarebbe copertura per il servizio. Di fronte a tali eccezioni, la commissione incaricata dall'amministrazione Lillo composta dall'Ing. Previti, dall'Ing. Bongallino, dal Prof. Capozzi e dal Sig. Plantamura non ha saputo nell'immediato controbbattere ed argomentare trovandosi in estrema difficoltà tecnica. L'Associazione VAS, allora, ha proposto ai Gestori di controdedurre alla relazione tecnica attraverso un'altra relazione in modo tale da poter meglio approfondire le loro osservazioni. Tale proposta è stata sposata a pieno dall'Amministrazione che ha provveduto ad inviare una lettera di sollecito nei confronti dei Gestori atteso che ad oggi nessuna controrelazione è stata depositata. Altresì, notevoli dubbi e perplessità circondano la nomina di questa commissione tecnica innanzi citata. Perchè all'interno di questa commissione, appunto tecnica, sono presenti soggetti che non hanno alcuna competenza tecnica? Perchè la nomina della commissione è avvenuta senza alcuna consultazione e concertazione con le associazioni ambientaliste? Perchè all'interno della commissione è presente un componente del comitato e nessun componente delle associazioni ambientaliste e associazioni di categoria? Come mai pur in presenza dell' incarico conferito all'ANCI di € 13.000,00 è stato conferito altro incarico ad un'altra commissione? E poi, cosa più importante, saremo in grado di vincere innanzi al TAR se i gestori impugneranno il piano così come proposto da questa commissione? Domande che sicuramente meritano risposte immediate. 
  • 17/03/2008 -

    ANCORA CON IL NUCLEARE?

    Il ritorno al nucleare posto nel programma del PDL è una scelta di estrema gravità per il paese e per l'ambiente: esso aumenterebbe, a
    parità di energia prodotta, il surriscaldamento del Pianeta, accrescerebbe la dipendenza energetica del nostro paese, darebbe un
    contributo estremamente minimale alla copertura del fabbisogno energetico nazionale, avrebbe costi elevatissimi - dell'ordine di
    grandezza dell'intero bilancio dello stato-sottraendo risorse alle fonti rinnovabili, al risparmio, alle tecnologie ed all'all'attività
    produttiva connesssa, oltre che ad altri fondamentali bisogni del paese.
    Creerebbe problemi irrisolvibili per le popolazioni ed i territori destinati sia alle centrali che allo smaltimento delle scorie e del materiale contaminato, costituirebbe rischio permanente
    di incidenti nucleari dalle conseguenze incalcolabili, accrescerebbe il potenziale dell'armamento nucleare e del mercato del combustibile
    nucleare irraggiato. Tale scelta costituirebbe unicamente una risposta ai grandi interessi delle lobbies legate al nucleare, dalla produzione del
    combustibile al suo arricchimento e commercio, dalle tecnologie di realizzazione impiantistica, ricaduta civile degli impianti nucleari
    militari, al riprocessamento del combustibile irraggiato ed allo smaltimento delle scorie. Il popolo italiano ha detto no! e solo un
    nuovo referendum potrebbe cambiare la giustissima, altro che sciagurata, scelta fatta.
    Noi VAS chiediamo che anche il PD faccia chiarezza massima prima delle elezioni sulla scelta nucleare, superando il linguaggio
    incomprensibile per i Cittadini come quello sul nucleare di quarta generazione o intrinsecamente sicuro e dicendo se il PD è favorevole
    o meno al nucleare e che comunque mai farà una scelta in contrasto con il referendum se non dopo una nuova consultazione popolare."
  • 28/02/2008 -

    FACCIAMO CHIAREZZA

    L’Associazione Verdi Ambiente e Società di Santeramo in Colle comunica la propria totale estraneità rispetto al sequestro di un cantiere relativo ai lavori di costruzione di una variante esterna all'abitato di Santeramo in Colle “ex S.S. 171 di Santeramo – ex S.S. 271 di Cassano”, chiamata erroneamente circonvallazione. Nessuna denuncia/esposto è stata mai presentata dall’Associazione VAS che ha appreso del sequestro unicamente dai mezzi d’informazione locali.

    Al momento l’Associazione ha fatto istanza di accesso ai documenti amministrativi per comprendere la situazione nel suo complesso in quanto la vicenda non è completamente chiara.

    Contestualmente, invita tutta l’Amministrazione comunale di Santeramo a vigilare e controllare sulla corretta applicazione delle leggi, a tenere conto del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista ambientale, economico e sociale e dell’opportunità urbanistica dell’opera.

  • 18/02/2008 -

    Delocalizzazione delle antenne di telefonia mobile

    In data odierna c'è stato l'incontro presso il palazzo municipale tra le Associazioni Ambientaliste, il Comitato cittadino, il Comune, l'ANCI e la Commissione tecnica incaricata relativamente alla delocalizzazione delle antenne di telefonia mobile all'interno del territorio santermano. Dopo una lunga e costruttiva discussione la soluzione concertata, che sarà proposta ai gestori in data 25/02/2008, è quella di installare anzichè un'unica antenna per gestore all'interno del centro urbano, due tralicci a 180° posti all'estrema periferia del paese. Questo consentirà sia la copertura del servizio per i gestori che la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico. Tale idea innovativa potrebbe essere la soluzione migliore affinchè l'elettrosmog diventi un fenomeno gestibile. Si spera che, per la prima volta, il Comune con tutte le Associazioni Ambientaliste non siano solo osservatori impotenti rispetto alle azioni dei gestori di telefonia mobile, ma soggetti attivi e partecipativiAdesso attendiamo fiduciosi l'incontro con i gestori in data 25/02/2008 nel quale quest'ultimi scioglieranno le loro riserve rispetto alla nostra proposta.
  • 31/01/2008 -

    EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA

    la multinazionale francese veolia da ragione alle tesi degli ambientalisti: senza contributi economici  bruciare i rifiuti diventa svantagioso. e gli ambientalisti di vas ribadiscono: giù le mani dai cip6, la favola degli inceneritori che mangia i rifiuti e regala energia non incanta piú nessuno. La favoletta degli inceneritori, mascherati da nomi altisonanti quale termovalorizzatori, che attraverso il fuoco risolvono tutti i nostri problemi tra cui l’emergenza rifiuti in Campania non incanta più nessuno, neppure chi li costruisce e li gestisce. Se non venissero erogati più gli incentivi economici (CIP6) per la produzione di energia elettrica dalla combustione dei rifiuti nel nostro paese gli inceneritori non li proporrebbe più nessuno, perchè fortemente antieconomici e pericolosi per l’ambiente oltre che per la salute degli esseri viventi. L’Associazione ambientalista VAS ha sempre ritenuto una scelta sbagliata quella di ricorrere a tecniche di smaltimento che prevedessero la combustione dei rifiuti urbani prediligendo, invece, via alternative quali una corretta politica di riduzione a monte di rifiuti ed imballaggi seguita da una raccolta differenziata spinta collegata ad una serie di rete di filiera del recupero e della valorizzazione quale ad esempio gli impianti di compostaggio ed in fine un trattamento meccanico biologico. La combustione dei rifiuti mediante inceneritori/termovalorizzatori si conferma, per gli ambientalisti di VAS, una scelta sbagliata e fortemente antieconomica oltre che pericolosa.E su queste conclusioni o almeno per quanto concerne l’aspetto economico pare sia giunta anche la multinazionale francese Veolia che ha rinunciato a partecipare al bando per la gestione dell’inceneritore di Acerra e per lo smaltimento dei rifiuti campania perché teme di non poter usufruire dei contributi economici CIP6.In Regione Campania si è perso già troppo tempo – hanno affermato gli ambientalisti di VAS – nel voler rincorrere, a tutti i costi, esperienze pericolose e disastrose quali la teoria che col fuoco tutto si risolve, per non porre dei freni alle nostre frenetiche manie consumistiche abbinata ad una complessa e decennale emergenza rifiuti campana, caratterizzata dalla totale assenza di discariche controllate, una esigua filiera del riciclo adeguata al territorio nochè la completa assenza di impianti di compostaggio degni di questo nome.Serve, dunque, - ribadiscono gli ambientalisti – avviare una seria politica di riduzione dei rifiuti e l’avvio concreto di una rete capillare di recupero degli imballaggi che, categoricamente, dovranno essere in breve tempo tutti composti di materiale riciclabile. La raccolta differenziata, e che oggi il Commissario De Gennaro ama definire raccolta differenziata straordinaria costituisce – dichiarano gli ambientalisti – l’unica soluzione indolore praticabile che ci consente di ridurre ed alleggerire il nostro impatto negativo sull’ambiente ed ottenere rendimenti, in termini sia di recupero di materiali che energia, nettamente superiori a quelli consegui con l’incenerimento.Si tratta di una alternativa – concludono gli ambientalisti – per nulla utopistica ma ben si concretamente percorribile, cosi come lo dimostrano i positivi risultati di sempre più comuni campani che raggiungono oltre 60% di raccolta differenziata.

  • 26/01/2008 -

    IL PARCO NAZIONALE A SANTERAMO

    L’Associazione VAS di Santeramo sottolinea che sia necessaria una nuova e più ampia perimetrazione del Parco nazionale dell'Alta Murgia per l'agro di Santeramo. Il territorio santermano con i suoi paesaggi fatti di pietra e boschi è uno dei simboli dell'Alta Murgia, tuttavia la maggior parte del patrimonio naturalistico dell'agro santermano, è stato escluso dalla superficie perimetrata del Parco. Tale proposta di ampliamento del parco era già stata formulata nel 2005 con una petizione popolare , a firma di poco più di un migliaio di cittadini, oltre a 50 tra associazioni culturali, ambientaliste, sportive, di volontariato sociale, circoli, parrocchie, scuole, cooperative, associazioni di categoria. L'attuale perimetrazione del Parco per Santeramo , 864 ettari compresi nelle zone della Guardiola, Lamalunga e Sant'Angelo, sono insomma esigui poiché dei 13 comuni compresi nell'area del Parco, Santeramo costituisce, con Altamura, Gravina, Spinazzola, Poggiorsini e Minervino, il cuore dell'Alta Murgia. Proprio dove il naturale paesaggio ha conservato maggiormente l'originaria fisionomia, caratterizzata da un esteso banco di rocce calcaree, con vegetazione rada, pascoli cespugliati alternati da boschi di varie specie di quercia, e dalla presenza di lame, gravine, inghiottitoi, grotte naturali e proprio di quest'area Santeramo , il comune più alto della provincia di Bari 514 slm, ne è parte integrante. Da quella petizione, però, tutto tace. Nessuno ha alzato la mano per chiedere che fine avesse fatto quella petizione che aveva tanto inorgoglito noi santermani. Chissà in quale cassetto è finita. L’Ambiente riempie così tanto la bocca, ma poco la nostra memoria. Nei prossimi giorni l’Associazione VAS chiederà all’attuale Amministrazione comunale e a tutte le associazioni e movimenti di santeramo un incontro ai fini di meglio definire le linee di intervento.

  • 25/01/2008 -

    TRAGEDIA RIFIUTI IN CAMPANIA -L’ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA VAS TRACCIA LE CAUSE E LA VIA ECOLOGISTA, DEMOCRATICA E PARTECIPATA PER USCIRE DALL’EMERGENZA - In natura nulla si crea e nulla si distrugge e tutto si trasforma. Parte da questo importante postulato di Lavoisier, alla base di tutte le leggi della fisica e della chimica, l’analisi degli ambientalisti di VAS Onlus. Se tutti i rifiuti di Napoli e Provincia si bruciassero nell’inceneritore di Acerra, tutti i rifiuti di Napoli e Provincia si ritroverebbero come gas inquinanti e tossici, come ceneri volatili nell’aria circostante e come ceneri pesanti, ad alto rischio, da smaltire in discarica!!! Se se ne brucia la metà se ne ritrova la metà e così via: non può esservi tecnologia alcuna che annulli la fondamentale legge della conservazione della materia!!! Finalmente tutti oggi (e non per più di un decennio) fanno nascere la tragedia rifiuti 14 anni orsono; nessuno però si pone la domanda sul come, il perché e per quali interessi essa fu generata e chi furono i soggetti che volontariamente o meno la determinarono. Fare piena luce sull’origine dell’attuale tragedia è di fondamentale importanza per la giustizia dei cittadini napoletani e campani, per attivare un reale percorso di inversione ed anche perché molti che oggi parlano, forze politiche, associazioni, anche ambientaliste, ed organi di stampa o tacciano o facciano profonda autocritica. Nel 1992 vi era stata in Regione una fortissima azione della Magistratura nel settore dei rifiuti, in rapporto all’enorme business dello smaltimento, delle discariche e del trasporto illecito di una quantità abnorme di materiale altamente tossico da altre regioni italiane che faceva della Campania la “pattumiera d’Italia”. Molti Magistrati, seriamente e validamente impegnati all’epoca sul settore dei rifiuti, sicuramente ricorderanno i processi e lo stato degli affari malavitosi. Fortissima nella opinione pubblica era l’attesa di una risposta forte e risolutiva dalle Istituzioni. Sulla forza decisiva di tale spinta e sulla determinata volontà di una parte del Consiglio Regionale della Campania fu approvata la Legge regionale n. 10 del 10 Febbraio 1993 “ Norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania” ed il piano allegato: una sconfitta totale per il partito delle discariche, delle ecomafie e di chi politicamente lo sosteneva o ne era parte integrante. I contenuti della legge e del piano stanno scritti e nessuno li può cancellare e chi vuole può leggerli: sono le cose che ancora oggi devono essere fatte, naturalmente aggiornate alle nuove potenzialità oggi disponibili. Se la legge 10, valida fino al 28 marzo del 2007, fosse stata attuata la Campania non solo non avrebbe avuta nessuna emergenza, ma sarebbe oggi all’avanguardia ben oltre l’Italia. Ma di fronte alla perdita dell’enorme affare il partito trasversale del business dei rifiuti si riorganizzò per non far attuare la legge 10: in un primo momento cercando di far approvare un piano straordinario di discariche con un Consiglio Regionale, convocato al Vigilia di Natale del 1993, fallito, e poi con il Commissariamento della Regione avvenuto l’11 febbraio 2004 (fra poco festeggeremo il 14° anniversario). A nulla valse l’opposizione durissima di un gruppo di consiglieri regionali, che nei fatti preannunciarono la tragedia che sarebbe poi venuta in Campania. Occorre rileggere gli atti dei Consigli Regionali da settembre 1993 a febbraio 1994 per capire che cosa successe e contestualmente rivedere la stampa ed i servizi televisivi per ricordare oggi le incomprensibili posizioni allora assunte da molti che oggi criticano e perché no! vedere gli incarichi, le consulenze, i finanziamenti per capire alcuni “vantaggi” del grande carrozzone chiamato Commissariato di Governo per i Rifiuti. Il Commissariato per i rifiuti è stato ed è un tumore maligno per la Campania; più ha prospettato e creato appetiti, più si è esteso ed ha portato i suoi tentacoli maligni in ogni parte della società, della politica, del mondo associativo e culturale con una montagna enorme di risorse; paradossalmente (o forse no) la non soluzione dei problemi è stata ed è la condizione necessaria e sufficiente per la sua esistenza e la sua crescita. Ciò è sicuramente tra le cause primarie del perché nessuno di chi conta - governo ed opposizione - si sia realmente mosso né a livello locale né a livello nazionale per la fine del Commissariamento ed il ripristino della ordinarietà. La domanda di fondo che va posta per un giudizio tutto politico ai Presidenti della Regione che si sono succeduti, del Centro, del Centro-Destra e del cosiddetto Centro-Sinistra è proprio questa: come si può pensare di governare sviluppo, ambiente, turismo. cultura, quando si rinuncia ad una scelta fondamentale come quella dei rifiuti? Sul Piano politico è questa la ragione per cui l’attuale Presidente della Regione, Bassolino, dovrebbe ipotizzare di rassegnare le dimissioni. Con il Commissariamento sono saltati innanzitutto i tre postulati (art.2), sui quali era stata costruita la legge 10 ed il piano allegato, e che sono le cause strutturali della attuale come le precedenti drammatiche emergenze: “il pareggio tra la quantità di rifiuti prodotti e quella a qualsiasi titolo trattata e smaltita in Campania”; “la riduzione progressiva della quantità ed il miglioramento della qualità dei rifiuti”, “il recupero del rifiuto solido urbano e del materiale riciclabile quale risorsa rinnovabile”. Bassolino che nell’intervista di autodifesa al TG24 di Sky dell’11 gennaio ha fatto un encomio solenne delle discariche, dovunque, comunque, quante più possibili, sicuramente sulle montagne della vergogna di spazzatura sparse nel territorio regionale avrà volto uno sguardo ed avrà visto che esse sono composte da cartoni e carta, residui di frutta, di ortaggi e di altri prodotti alimentari, plastica, vetro e lattine e cioè le montagne della vergogna avrebbero potuto essere totalmente evitate con la raccolta differenziata, con il compostaggio, il riciclaggio, e le eventuali ecoballe (CdR) prodotte sarebbero state RdF (Refuse Derived Fuel) o più semplicemente combustibile solido triturato secco e non balle di immondizia tal quale, sì da poter essere realmente bruciate in eventuali necessari termovalorizzatori residuali per la chiusura del ciclo dei rifiuti in una fase di transizione. Naturalmente, per inciso, è bene sempre sottolineare che discarica o bomba ecologica, piaccia o no, chiama discarica perché la sua capacità è comunque destinata ad esaurirsi e che al di là del gravissimo ed inevitabile, soprattutto in rapporto alla quantità di rifiuti bruciati, inquinamento da diossina, e più in generale atmosferico e del contributo all’effetto serra, i termovalorizzatori, richiedono discarica per depositare le ceneri prodotte, di alta tossicità e pericolosità. Tutto quanto sopra era previsto nella legge 10 che nell’obiettivo a medio termine del 50% di raccolta differenziata, già per il 1995 prevedeva il raggiungimento della differenziata al 25% e del riciclo e del riuso al 15%.(Art 3). Naturalmente, per non prendere in giro la gente con una farsa sulla raccolta differenziata, occorreva ed occorre la realizzazione delle filiere: nella legge regionale 10 esse erano previste, unitamente al sostegno a cooperative ed aziende del comparto; perché finora non sono state realizzate? Come si fa oggi a parlare di raccolta differenziata anche da parte di Prodi e del super Commissario se non vengono immediatamente attivate? Perché in questi anni nessuna iniziativa è stata promossa per la realizzazione di sistemi di triturazione e compostaggio presso i grandi utenti quali i mercati e negozi ortofrutticoli, esercizi alberghieri e mensa, ed un piano per il loro riuso in agricoltura, floricoltura e giardinaggio sempre come previsto nella legge 10? (art 16). Con la nota del Presidente Prodi che gli impianti, termovalorizzatori e discariche possono essere fatti in deroga ai vincoli ed alle procedure ambientali si esprime fino in fondo la degenerazione del sistema commissariale, con scelte che possono avere conseguenze gravissime sulla salute e sul territorio e si comprende quanta valenza avessero le procedure previste sempre nella legge 10 sulla valutazione ed approvazione dei progetti (Art 11) che devono ritornare ad essere irrinunciabili. Purtroppo per la quasi totalità dei Comuni della Campania, a partire dal Capoluogo Napoli, il Commissariato è stata la scusante assolutamente inaccettabile di una totale deresponsabilizzazione ed inerzia e della conseguente assenza di qualsiasi iniziativa per definire la soluzione dei propri rifiuti e corresponsabili della tragedia di oggi sono sicuramente molti Sindaci ed Amministratori locali. Da tempo i VAS, con il loro Presidente Nazionale, Guido Pollice, hanno chiesto che fossero i Comuni, le Municipalità per i grandi Comuni, i Consorzi dei Comuni a definire i piani di smaltimento. La necessità stringente dell’autorganizzazione impone difatti agli Amministratori Locali iniziative fondamentali per evitare siti di discariche e impianti termovalorizzatori spingendo a livelli altissimi di raccolta differenziata, riciclo, compostaggio e per la chiusura del ciclo nella prospettiva di soluzione a Rifiuti Zero a impianti tipo Dissociazione Molecolare, flessibili per i valori base della singola Unità e per l’impiantistica energetica realizzabile, a più alta resa e decisamente meno inquinanti e che consente lo smaltimento in CASA PROPRIA. Nella legge 10 l’Art.6 pone i Comuni come i “Soggetti Attuatori del Piano”. Purtroppo il Commissariamento ha fatto si chè anche obbiettivi, non commissariati, di grande importanza per la tutela del territorio e dell’ambiente e per la lotta alla cosiddetta ecomafia non fossero attuati: nella legge 10 erano previste ad esempio oltre al catasto regionale dei rifiuti e l’osservatorio regionale dei rifiuti (Art7 e 9) , anche il censimento, la bonifica, il controllo delle aree regionali degradate ed inquinate da scarichi abusivi: perché i Presidenti della Regione che in questi anni si sono succeduti non l’hanno fatto, creando, siamo certi involontariamente, ma certamente condizioni favorevoli all’ecomafia? E’ una domanda a cui non sappiamo dare una risposta? Con la proposta che il nostro Presidente Nazionale ha fatto della Solidarietà Nazionale, cui ha risposto la parte migliore dell’intero Paese, siamo certi che la drammatica emergenza sarà superata. Occorre contestualmente però sin da subito attivare un percorso completamente nuovo per portare Napoli e la Campania all’avanguardia in Italia dopo la vergogna: la via non può essere quella delle discariche, di imponenti termovalorizzatori, dell’Esercito e dei poteri straordinari, come indicato nel decreto Prodi, ma quella prima indicata delle scelte responsabili e consapevoli degli Enti Locali e della partecipazione democratica dei cittadini, con strumenti adeguati di controllo, della bonifica delle aree degradate, della raccolta differenziata, palazzo per palazzo, del compostaggio e del riciclo, e della chiusura del ciclo rifiuti, se necessario, con impianti di piccola taglia di recupero energetico come quelli a dissociazione molecolare, adeguati a scelte locali, con essenziali piccole discariche a funzione locale per lo smaltimento di residui finali del ciclo, con un grande piano del lavoro, di promozione di nuove tecnologie in Campania, e con una programmazione, regionale e delle Province, che garantiscano la reale fattibilità delle scelte territoriali.

  • 15/12/2007 -

    TANTO PAGHIAMO NOI

     Dopo le incessanti contestazioni e lamentele della cittadinanza ed a seguito di un corteo cittadino sul proliferare delle antenne in maniera indiscriminata, con delibera della Giunta Comunale n. 337 del 20/10/2006 la scorsa Amministrazione del Prof. Sante Zeverino di centro-sinistra incaricava l’ANCI di supportare ed assistere il Comune nella redazione del Piano di Localizzazione relativo all’installazione delle antenne di telefonia mobile. All’ANCI veniva riconosciuto un corrispettivo di € 12.960,00. La decisione di affidare tale incarico all’ANCI avveniva, però, senza alcuna partecipazione della cittadinanza ed in maniera frettolosa e grossolana, sicuramente per rimediare agli errori commessi considerato che a pochi mesi di distanza c’erano le tanto attese elezioni comunali!!!! L’attuale Amministrazione dell’Avv. Vito Lillo di centro-destra si è accorta che la situazione dell’elettrosmog non è così semplice come continuamente millantava quando era all’opposizione. Adesso si guarda bene dal non strumentalizzare le paure e le angosce dei santermani perché ormai le elezioni le ha vinte!!!! Nonostante l’incarico dell’ANCI di € 12.960,00, l’attuale Amministrazione dell’Avv. Lillo vuole incaricare altri esperti per la redazione del Piano delle antenne. Tale nuovo incarico costerà svariate migliaia di Euro. Cari cittadini, tutti questi soldi sono i nostri e nonostante le difficoltà che attanagliano le famiglie santermane per la crisi del lavoro e dei salari bassi, questi nostri politici si permettono tranquillamente e senza preoccupazione alcuna di affidare incarichi a iosa, TANTO PAGHIAMO NOI !!!! TUTTO QUESTO NON E’ TOLLERABILE!!!! L’Associazione VAS ha già chiesto in tal senso dei chiarimenti e aggiornerà tutta la cittadinanza.

  • 15/12/2007 -

    LETTERA DI CONTESTAZIONE A TRC

    In data 15/12/2007 abbiamo inviato alla redazione di TRC la seguente missiva:

    "In riferimento al Vostro articolo del 29/11/2007 dal titolo "A CHE PUNTO E' LA CIRCONVALLAZIONE?" siamo a richiederVi spiegazioni e chiarimenti in ordine all'evidente discriminazione ed etichettatura politica da Voi operata e senza giustificazione alcuna nei confronti del termine "ambientalista". La superficialità e l'arroganza di cui Vi siete appropriati di tale termine per spiegare la situazione del sequestro della circonvallazione è contrario a qualsiasi principio di trasparenza ed obbiettività dell'informazione giornalistica. Noi come Associazione VAS ci opponiamo al fondamentalismo ambientale, ma al tempo stesso ci opponiamo alle campagne strumentali o disinformate di quanti descrivono l'ambientalismo come una cultura nemica della scienza, del progresso, giungendo per questa via a negare l'evidenza scientifica di problemi globali come l'aumento dell'effetto serra e le sue origini antropiche, o di rischi ambientali come la produzione di energia attraverso la fissione nucleare o, più semplicemente, a negare i nostri problemi locali." Attendiamo fiduciosi un celere riscontro.

  • 11/12/2007 -

    Il sogno del Piano Urbanistico delle antenne.

    L’Associazione VAS di Santeramo in data 10 dicembre 2007 ha depositato presso l’Ufficio Protocollo del Comune una lettera dal seguente tenore:

    L’Associazione VAS, riconosciuta dal Ministero dell’Ambienteediscritta all’Albo Comunale nel registro delle Associazione che operano sul territorio santermano con determina n. 187/2006, si è resa sempre disponibile a confrontarsi con l’Amministrazione comunale, i gestori ed il Comitato spontaneo cittadino relativamente alla problematica dell’elettrosmog e alla redazione del piano comunale per la corretta installazione delle antenne di telefonia mobile. Infatti, ha sempre partecipato a tutti gli incontri promossi dal Comune di Santeramo al fine di trovare intese e posizioni comuni per il benessere di tutti i cittadini. Tale dialogo e confronto si è inspiegabilmente interrotto, e non certo per responsabilità dell’Associazione VAS. Prova di ciò è stata la mancata convocazione della scrivente all’incontro tenutosi presso il Palazzo Municipale il 17/11/2007 nel quale hanno partecipato tutte le parti sociali tranne che la sottoscritta Associazione. Altresì, siamo venuti a conoscenza solo leggendo un manifesto pubblico a firma del Comitato cittadino e della Federconsumatori del conferimento di un incarico ad una commissione di esperti per redarre il piano urbanistico delle antenne. Tale situazione e atteggiamento dell’Amministrazione comunale è inaccettabile ed inqualificabile in quanto lede il principio della trasparenza dell’attività amministrativa. Inoltre, si vuol far rilevare la necessità di perseguire tavoli concertativi con tutte le parti sociali e non solo con chi ha partecipato attivamente alla scorsa campagna elettorale!!!. Inoltre, Vi rammento che la lentezza con cui si sta procedendo alla redazione del Piano urbanistico per le antenne potrà determinare una frattura nella concertazione con i gestori i quali potranno legittimamente depositare le apposite DIA per l’installazione delle antenne su siti privati. Se accadesse tutto ciò, si riterrà l’Amministrazione direttamente responsabile. Pertanto, si invita codesta Amministrazione a voler procedere celermente alla redazione del Piano urbanistico per le antenne quale unico strumento per poter contrastare lo strapotere dei gestori di telefonia mobile. Per tutto ciò, con la presente si intima e diffida il Comune di Santeramo in Colle a consultare l’Associazione VAS ai sensi dell’art. 28 dello Statuto Comunale su tutte le iniziative concernenti il tema ambientale compreso quello dell’inquinamento elettromagnetico.

    Attendiamo fiduciosi un celere riscontro dell’Amministrazione comunale. Inoltre, Vi comunico che l’incarico di redarre il piano urbanistico delle antenne era già stato affidato all’ANCI, incarico costatoci ben € 13 mila, ma del piano nemmeno l’ombra !!!!!!

  • 23/11/2007 -

    3 MILIONI DI VOTI PER COSTRUIRE UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO AGROALIMENTARE

    13 novembre 2007
    Sono 3.086.524 i voti “firmati” raccolti in due mesi di Consultazione Nazionale (nel Dossier "La Consultazione Nazionale in Cifre" i dettagli del risultato). Nonostante le difficoltà e il duro lavoro richiesto dall’organizzazione sul territorio e a livello nazionale l’obiettivo, quindi, è stato raggiunto. Ma è solo l’inizio! Come associazione ambientalista abbiamo partecipato con la consapevolezza che i due mesi di lavoro (15 settembre-15 novembre) sarebbero stati semplicemente propedeutici per passare alla fase successiva: costruire un nuovo modello di sviluppo agroalimentare in Italia e in Europa. Il rifiuto degli Ogm da parte dei cittadini è stato più volte ribadito in tutti i sondaggi svolti negli ultimi anni, ma la Consultazione ha creato un valore aggiunto importante nella discussione. Il confronto diretto di 32 organizzazioni nazionali con i cittadini ha consentito una diffusione del sapere e della conoscenza e la possibilità di realizzare una forma di democrazia partecipata. Le istanze dei cittadini sono state espresse in arene pubbliche (più o meno organizzate o totalmente improvvisate), sono state raccolte dalle migliaia di volontari su tutto il territorio italiano e, ora, finalmente, saranno “consegnate” alle autorità competenti.
    Il patrimonio accumulato durante i due mesi della Consultazione Nazionale non sono, quindi, semplicemente i 3 milioni di schede, ma proprio le istanze emerse dal dibattito nazionale. Non solamente gli Ogm sono stati bocciati, ma anche tutto il sistema produttivo industrialista, di cui gli Ogm rappresentano una “naturale” evoluzione. Ciò che è emerso è una forte domanda di sovranità e sicurezza alimentare, di maggiori investimenti su modelli di produzione sostenibili e di maggiori controlli sui prodotti.
    Dichiarazione di Guido Pollice,
    Presidente Verdi Ambiente e Società Per maggiori informazioni Simona Capogna, (3291328437) – www.vasonline.it
  • 16/11/2007 -

    PIANO URBANISTICO DELLE ANTENNE - SI PERDE TEMPO!

    L’Associazione VAS di Santeramo ha ricevuto in data 13/11/2007 la seguente comunicazione via fax da parte del Comune.

    “…a causa di sopraggiunti ed improrogabili impegni istituzionali da parte del Sindaco, l’incontro previsto per il giorno 14/11/2007 è rinviato a data da destinarsi…”.

    Però, siamo venuti a conoscenza che il giorno 17/11/2007 l’Amministrazione comunale incontrerà solo il comitato spontaneo cittadino. Pertanto, abbiamo subito contestato tale atteggiamento invitando la stessa Amministrazione a rispettare il contraddittorio convocando tutte le parti interessate.

    State tranquilli, vigileremo e Vi aggiorneremo tempestivamente.

  • 08/11/2007 -

    INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

    L’Associazione VAS di Santeramo sta partecipando a tavoli tecnici con il Comune di Santeramo, l’Ing. Bongallino Giacomo, l’ANCI, i gestori di telefonia mobile WIND, H3G, TELECOM, VODAFONE ed un Comitato spontaneo cittadino al fine di definire e redigere un piano comunale per la corretta installazione di impianti di telefonia mobile e teleradiovisivi sul territorio di Santeramo. Il prossimo e definitivo (speriamo) incontro si terrà il 14 novembre presso il Palazzo Municipale. L’elaborazione del piano sta avvenendo su base concertativa con i gestori, privilegiando per le future installazioni siti pubblici comunali possibilmente in zone limitrofe lungo il perimetro dell’abitato di Santeramo. Lo scopo del piano non è annullare l’inquinamento elettromagnetico, ma minimizzarlo e renderlo uniforme su tutto il territorio (l'alternativa sarebbe non usare più i cellulari). I nuovi tipi di impianti di telefonia mobile UMTS, comunque, sono meno potenti ed inquinano in misura minore rispetto ai vecchi impianti GSM. Auspichiamo che la tecnologia passi definitivamente dalla nostra parte.

    Vi terremo informati per il prosieguo dandovi maggiori e più dettagliate informazioni.

  • 25/07/2007 -

    COMUNICATO STAMPA

     

    BASTA INCENDI, BASTA VITTIME: VAS RINNOVA L’APPELLO

    “PREVENIRE E’ MEGLIO CHE SPEGNERE”

    ATTIVO IL NUMERO VERDE 800.866158

     PER SEGNALARE AREE A RISCHIO INCENDI

     L’Associazione ambientalista VAS (Verdi Ambiente e Società) rinnova un accorato appello “Prevenire è meglio che spegnere” – Basta con gli incendi boschivi, basta con le vittime per mano dell’uomo, per salvaguardare l’integrità dei cittadini e tutelare il nostro patrimonio boschivo servono – hanno affermato il Presidente nazionale di VAS Guido Pollice e il Responsabile Campagne Nazionali di VAS Walter Iannottipiù azioni di prevenzione. L’incendio boschivo – ricordano gli ambientalisti di VAS -  sia doloso  che colposo, è un delitto contro la pubblica incolumità, e come tale, è perseguito penalmente. Chi provoca un incendio è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni. È evidente che – hanno aggiunto Pollice e Iannotti – che la sola repressione o un maggior numero di mezzi e uomini per l’azione di antincendio da sole non possono bastano, servono soprattutto azioni adeguiate di prevenzione ed una rete di monitoraggio più efficiente. La campagna di prevenzione promossa da VAS prevede l’attivazione di un NUMERO VERDE 800.866158, attivo 24 ore su 24 con segreteria telefonica,  a cui i cittadini in modo gratuito e da tutto il territorio nazionale possono rivolgersi e segnalare la presenza di aree degradate, discariche abusive, terreni incolti, cigli stradali privi di manutenzione, scali ferroviari non ripuliti, e altre situazioni ad altissimo rischio incendi. Mentre in caso di incendio o principio di incendio è fondamentale allertare subito il Corpo Forestale dello Stato al numero gratuito 1515 oppureil 115  dei Vigili del Fuoco.

  • 31/05/2007 -

    Giochiamo nel parco

    VAS (circolo territoriale di Santeramo) Associazione Lacerta Pro loco di Cassano delle Murge col patrocinio di  Comunità montana Murgia barese Sud Est  e Parco Nazionale dell'Alta Murgia organizzano Campo estivo per ragazzi e ragazze dai 9 ai 13 anni  Una proposta per avvicinare i Vostri bambini all’Ambiente, alla Natura ed agli Animali, guidati ed affiancati da esperti naturalisti, da educatori ambientali e da biologi. Un’intera settimana nel cuore della Foresta di Mercadante, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a pochi km da Cassano delle Murge. ATTIVITA’
    • Scoperta della biodiversità del luogo attraverso escursioni;
    • Orienteering;
    • Visita ad una Masseria Didattica;
    • Birdwatching e costruzione di nidi artificiali;
    • Educazione alimentare;
    • Visita al Vivaio Forestale;
    • Escursione notturna;
    • Osservazione delle principali costellazioni;
    • Caccia al tesoro (Costituisce un riepilogo didattico e ludico di tutte le attività).
    Ma anche attività ludico-sportive tra cui: pallacanestro; tiro con l’arco, etc. etc. MODALITA'

      Le lezioni frontali (tramite l’ausilio delle metodiche di informatica) e le attività sul campo,con l’aggiunta di proposte di giochi di società e di svago permetteranno ai ragazzi il consolidamento dei rapporti interpersonali, avviati durante il normale periodo scolastico.

      Il momento ludico costituisce parte integrante dell’attività formativa. L’AUTOGESTIRSI nel campo scuola, come a casa propria, induce i ragazzi ad un lavoro più impegnativo e ad una condivisione delle responsabilità. DOVE Tutte le attività avverranno all’interno del PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA e soprattutto nel comprensorio della “Foresta Mercadante”. I ragazzi alloggeranno nella stupenda quanto antica “Masseria Sant’Antonio” dotata di piscina per la raccolta delle acque piovane, ovile, mungituro e cappella risalente al 1730. L’EQUIPE DI LAVORO Biologi, Naturalisti, Nutrizionisti ed Educatori tutti con un denominatore comune: sono persone competenti, appassionate di natura e interessate ai problemi ambientali. Esperti che hanno voglia di condividere con i ragazzi conoscenza ed entusiasmo e li seguono non solo nelle attività didattiche, ma anche nei momenti di gioco e di pausa con un rapporto massimo di 1:10. Per tutta la permanenza i pasti verranno curati da una biologa-nutrizionista. QUANDO L’attività residenziale avrà durata di 6 giorni nei periodi: 17-23 giugno (iscrizioni entro il 13 giugno); 08-14 luglio (iscrizioni entro il 4 luglio). Costo: € 200.00 Per informazioni ed iscrizioni: 329/4405807 (Michelangelo) perniolamichelangelo@santeramovas.org 339/2476645 (Lucrezia) 320/6623746 (Giovanni)

    Immagini

     
  • 21/05/2007 -

    CONVEGNO "AMBIENTE, EDUCAZIONE E ISTITUZIONI"

    In data 16 maggio 2007 ore 18,00 presso la sala del cenacolo dell'ex convento dei padri riformati, si è tenuto il convegno "Ambiente, Educazione e Istituzioni" organizzato dal'Assaciazione VAS e dalla Comunità Montana Murgia Barese Sud Est. Il Convegno ha riscosso tanto consenso considerato la grande affluenza dei cittadini santermani. Miliari sono state le relazioni sul Falco Grillaio del dott. Michelangelo Perniola e Alla scoperta del territorio murgiano del dott. D'Ambrosio Francesco ed Emanuele Giampetruzzi. In seguito ci sono stati gli interventi del dott. Urucchio quale responsabile dei centri di educazione ambientali - Puglia, del dott. Vito Giampetruzzi - Presidente della Comunità Montana, del Sindaco di Santeramo Prof. Vito Sante Zeverino e dell'Avv. Michele Di Lorenzo - Vice Presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. 
  • 03/05/2007 -

    SOSTIENI L'AMBIENTE SOTTOSCRIVI LA TUA QUOTA DEL 5 PER MILLE PER VAS C. F. 97 07 856 058 4

    VAS (Verdi Ambiente e Società) è tra le Associazioni senza fini di lucro che partecipano al riparto della quota del 5 per mille dell’imposta.
    Potete bene immaginare quanto sia importante questa occasione che ci viene data, per uscire dalle “secche” in cui ci troviamo, ma soprattutto per aumentare la nostra capacità di intervento e tutela del territorio e dell’ambiente in cui viviamo.
    In quindici anni di vita siamo riusciti ad affermare un concetto di ambientalismo ben diverso dagli stereotipi esistenti, più legato alla realtà, alla conoscenza, alla ricerca e più vicina ai bisogni della gente. Tutto ciò è costato ai soci, ai simpatizzanti, ai volontari sacrifici non indifferenti.
  • 02/04/2007 -

    GIORNATA NAZIONALE MANGIASANO - 26 MAGGIO 2007

    In occasione della giornata mondiale della biodiversità promossa dalle Nazioni Unite (22 maggio) VAS promuove, il 26 maggio 2007, una giornata nazionale Mangiasano nazionale in circa 50 piazze italiane, con la collaborazione di Anabio (CIA), Anagribios (Coldiretti), AIAB, Federconsumatori, UIL Pensionati. La giornata nazionale sarà l'occasione per discutere dello sviluppo rurale e delle politiche agricole che incentivano un’agricoltura più sostenibile. Un’agricoltura che è fatta a partire dalla terra e dalle sue necessità, che è capace ancora di generare comunità e solidarietà. Un’agricoltura che possa garantire una vita dignitosa agli agricoltori e un prodotto sano ai consumatori. Una particolare attenzione sarà data quindi a temi quali Ogm, Pesticidi, Biodiversità agricola, Agricoltura biologica, sviluppo rurale.
  • 02/04/2007 -

    SECONDA EDIZIONE "ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO MURGIANO"

    Il Circolo Territoriale di Santeramo in Colle dell’Associazione Verdi Ambiente e Società – VAS ONLUS, con il patrocinio della Comunità Montana Murgia Barese Sud Est e l’adesione del Comune di Santeramo in Colle, realizzerà la seconda edizione del progetto didattico“Alla Scoperta del Territorio Murgiano” indirizzato agli alunni del secondo Circolo Didattico e della Scuola Media Statale S. Giovanni Bosco di Santeramo inerente il tema dell’educazione ambientale.

    L’attività si articolerà in visite guidate, da marzo a maggio 2007, all’interno del territorio santermano a scelta degli insegnati tra Bosco della Gravinella, Bosco della Parata e Quite. Verranno, altresì, distribuite schede didattiche per una migliore conoscenza e fruizione del luogo da visitare.